Notti in bianco, baci a colazione, di Francesco Mandelli

Tratto dal best seller di Matteo Bussola, il film di Mandelli riesce con “inusuale intelligenza” a raccontare le lacerazioni di un padre diviso tra i fumetti, le sue tre bambine ed una moglie famosa

Se non ci fosse stata dietro la longa manus della Einaudi, che con la sua collana Stile Libero da anni cerca di intercettare e captare nuove forme di letteratura che la salvino dalla marcescenza della formula genericamente conosciuta come romanzo, potremmo quasi considerare Notti in bianco, baci a colazione, di Francesco Mandelli presentato come pre-apertura alla Festa del Cinema di Roma e nelle sale dal 21 ottobre, come un singolare tentativo di portare su grande schermo una lunga serie di post Facebook nati ad uso e consumo per il piccolo schermo degli smartphones. Operazione più complessa di quel che può sembrare a prima vista perché non si trattava solo di fornire una cornice unitaria alle piccole, talvolta microscopiche avventure di Matteo Bussola, fumettista quarantenne diviso tra una carriera che non vuole decollare e le incombenze domestiche dell’accudimento di tre bambine piccole, quanto di rinunciare alla dimensione partecipativa del social network – la generosa community che ne ha decretato il successo (un post del 19 settembre 2015 ha registrato la cifra record di 104.000 mi piace e 50.000 condivisioni!) fino alla sbarco editoriale con la prestigiosa casa nel 2016 – a favore di una cornice audiovisuale inedita ed in un certo senso imposta dalla produzione. C’era inoltre la difficoltà di rendere quantomeno interessante anche per chi non avesse aspirazioni genitoriali la dimensione iper-quotidiana di una famiglia tipo degli anni Duemila, con i due compagni sì freelancer nel campo artistico ma che, come una famiglia Mulino Bianco al passo coi tempi, si devono destreggiare pur sempre tra caotiche colazioni e domande esistenziali poste da infanti di sei anni (“Se tu muori la macchina viene con te in cielo?“).

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Mandelli e lo sceneggiatore Salvatore De Mola sposano in pieno la dimensione borghese e autobiografica della storia mantenendo inalterato il racconto andato a confluire nell’omonimo best seller di partenza. Ecco allora che l’abbandono a 35 anni di una sicura carriera statale come architetto di grido e di quella altrettanto proficua di single impenitente, nel prologo ambientato dieci anni prima vengono fatti risalire entrambi all’incontro con Paola Barbato, firma storica di Dylan Dog (in qualunque top-ten delle storie non scritte da Tiziano Sclavi stilate dai fan dell’indagatore dell’incubo compare sempre una sua sceneggiatura) e scrittrice di successo. Il presente di Matteo Bussola è adesso fatto di incertezze dovute ad un mestiere scarsamente retribuito come lo è quello di disegnatore di fumetti da anni bloccato su un progetto incompiuto, Solo Valentine, ed una crisi sentimentale con la compagna causata dal perdurante sbilanciamento domestico che vede il protagonista alle prese quasi esclusive con la cucina e gli impegni scolastici delle bambine. La frustrazione di Matteo e Paola è acuita dal più classico degli incroci amorosi a quattro che vede i due componenti della coppia essere turbati rispettivamente da un ritorno di fiamma e quella che pare una inaspettata attrazione per un addestratore di cani. Notti in bianco, baci a colazione non insiste però particolarmente su questi lati potenzialmente drammatici della vicenda preferendo concentrarsi sulla messa in scena del brioso quadretto di casa Bussola/Barbato.

Mandelli coglie la “musica leggerissima” dell’operazione grazie ad una regia accorta che indugia sui bucolici esterni del villino di campagna della famiglia e gli ariosi interni da borghesia medio-alta (nonostante le ripetute preoccupazioni economiche della voice-over). Allo stesso tempo l’ex non-giovane regista riesce ad arginare il giovanilismo della rappresentazione facendo sì che gli scarabocchi extra-diegetici e le buffe grafiche di situazioni normali ma riprese con stile grottesco (la festa di compleanno) siano limitate a qualche sporadica e quindi riuscita sequenza.

In un film così intimo e così vicino all’esperienza comune fondamentale risulta la rinuncia al cast delle solite facce note attoriali a favore di interpreti che conservino ancora una sorta di freschezza spettatoriale. Ecco allora che Alessio Vassallo e Ilaria Spada, nei ruoli di Matteo e Paola, risultano perfetti soprattutto nell’aderenza a ruoli che sembrano davvero scritti per loro. Notti in bianco, baci a colazione è una commedia sulle fatiche e le gioie della paternità che ha il merito di non lasciarsi incatenare al muro della genitorialità felice a tutti i costi: l’ottimismo c’è, naturalmente ma non effonde su tutta la storia riservando anche un piccolo angolo, com’è giusto che sia, alla consapevolezza della rinuncia. Come dice Matteo Bussola nel pre-finale, “le tue figlie avranno due, sei e nove anni una sola volta nella vita mentre Parigi sarà sempre pronta ad offrirti un’altra occasione di lavoro”. Soprattutto se sei il compagno di Paola Barbato e puoi pubblicare con la sua casa editrice o se sei Matteo Bussola e i tuoi post Sos soccorso agglutinano migliaia di interazioni social.

 

Regia: Francesco Mandelli
Interpreti: Alessio Vassallo, Ilaria Spada, Giordano De Plano, Tess Masazza, Niccolò Senni, Enzo Garinei, Francesco Mandelli
Distribuzione: Altre Storie
Durata: 90′
Origine: Italia, 2021

 

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
3.3

Il voto al film è a cura di Simone Emiliani

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