Online la petizione che chiede equità tra l’Ariston di Sanremo e gli altri teatri italiani

Con la chiusura dei teatri confermata fino al 5 Marzo, sulla piattaforma Change.org una petizione depreca l’ineguale ricerca di figuranti della Rai per il Festival di Sanremo che aggirerebbe il DPCM

Con la chiusura dei teatri confermata dall’ultimo DPCM fino al 5 Marzo anche l’Ariston che ospita la 71/ma edizione del Festival di Sanremo dal 2 al 6 Marzo non avrebbe avuto pubblico dal vivo. Così ecco che il polo televisivo di Saxa Rubra, dopo il preciso diniego al pubblico nel Teatro Ariston da parte del Prefetto di Imperia Alberto Intini, ha pubblicato un avviso in cui si legge che “sta reclutando, con carattere di urgenza, coppie di figuranti conviventi (claqueur) per le cinque serate in diretta dal Teatro Ariston”. Nello stesso avviso, riportato anche dai quotidiani nazionali e ad oggi non smentito, si segnala che l’impegno è previsto dal 2 al 6 marzo 2021. “È fondamentale avere il requisito di convivente – viene precisato – che permetterà di occupare due poltrone ravvicinate, distanziate dalle altre almeno di un metro. Sarà richiesta un’autodichiarazione di convivenza e inoltre sarà richiesto un tampone (rimborsato da Rai) nei giorni precedenti la prima convocazione”. Con questo esempio di giurisprudenza creativa il teatro sede del Festival della canzone italiana potrebbe avere, unico tra tutti – spettatori dal vivo pronti ad applaudire gli artisti sul palco.
Ecco allora che una petizione ospitata su Change.org molto vicina alle 25.000 firme e diretta al Ministro della Salute Roberto Speranza chiede per tutti gli altri teatri italiani “parità di trattamento, in quanto il Teatro Ariston non è e non deve essere un’eccezione alla legge”. Nello stringato testo che l’accompagna si punta il dito contro questo “escamotage legale che offende tutti gli italiani che non possono lavorare nei teatri e quelli che da mesi non possono godere dell’Arte”. La chiusura della petizione ricorda come un uguale trattamento tra il ricco Ariston e gli altri teatri possa in qualche modo giovare alla ripresa di un settore in crisi nera: “In altro modo, anche tutti gli altri Teatri italiani potrebbero applicare rigidi criteri e protocolli di monitoraggio della diffusione del COVID-19, sanificazione e distanziamento, come hanno già fatto nei mesi estivi con ottimi risultati”.

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