Only the Animals. Storie di spiriti amanti, di Dominik Moll

Un noir che segue le vite solitarie di cinque personaggi in un gioco d’incastri che ruota intorno a una donna scomparsa e che non lascia margini di imperfezione.

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Only the Animals è uno di quei titoli che fa presagire un forte sotto testo, una dimensione altra da quella che aderisce più concretamente a una rappresentazione del reale. L’aggiunta Storie di spiriti amanti rafforza questa direzione interpretativa che si cerca nel film; la si attende appostati con occhio vigile mentre davanti a noi prende forma una narrazione che segue di volta in volta il punto di vista di cinque personaggi coinvolti, chi più chi meno, nella scomparsa di una donna (Valeria Bruni Tedeschi). Dopo un attimo di voluto spaesamento si entra con gusto in questo gioco d’incastri che va avanti e indietro nel tempo con un ritmo che molto presto disconosce le regole del thriller puro per assestarsi verso un noir esistenziale, dove l’indagine sul colpevole è subordinata all’introspezione, a una serie di finestre che si aprono sui vissuti dei protagonisti.

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Ognuno esprime a suo modo una solitudine, un bisogno d’amore che proietta su relazioni extraconiugali, conoscenze virtuali, rapporti di dipendenza, legami indissolubili con la morte. C’è quasi uno slancio metafisico che si può percepire in alcuni momenti (l’episodio del contadino Joseph o l’incontro con il santone) e che viene incanalato dai paesaggi innevati del Causse Méjean, che fa da sfondo a metà della vicenda. È un’atmosfera che sembra sospesa e che a tratti ricorda Corpo e anima di Ildikó Enyedi. Nel film di Dominik Moll, tratto dal romanzo di Colin Niel, è il funzionamento dell’ingranaggio però che prende il sopravvento. Quello che qui viene evocato come caso, chiamando in causa gli spiriti, è un deux ex machina ben visibile che non fa sconti e anzi si diverte in maniera anche grottesca secondo un’impostazione un po’ rigida nel susseguirsi degli eventi che alla fine combaciano senza lasciare neanche un margine di imperfezione. Con il passaggio al contesto urbano di Abidjan si crea poi una spaccatura netta che annulla qualsiasi contatto con quelle zone silenziose dell’inconscio portandoci in primo piano, al nostro presente più attuale, che acuisce il distacco e la separazione attraverso schermi che a volte celano false identità. E che fa del denaro un viatico del corpo ma non dell’anima.

Titolo originale: Seules les bêtes
Regia: Dominik Moll
Interpreti: Denis Ménochet, Laure Calamy, Damien Bonnard, Valeria Bruni Tedeschi, Nadia Tereszkiewicz, Bastien Bouillon
Distribuzione: Parthénos Distribuzione
Durata: 113′
Origine: Francia, Germania 2019

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
3
Sending
Il voto dei lettori
4 (2 voti)
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