Open Water 3 – Cage Dive, di Gerald Rascionato

Open Water 3 – Cage Dive, scritto e diretto da Gerald Rascionato è, al pari dei precedenti capitoli, uno Shark Movie a basso budget. Il primo fortunato capitolo della serie targato Chris Kentis fu girato nel 2003 ed ebbe un notevole successo nonostante i costi ridotti, aiutato dalla partecipazione al Sundance Film Festival a cui fece seguito la cessione alla Lions Gate che si occupò della distribuzione. Il regista riuscì, prendendo spunto da una storia vera e senza l’aiuto di effetti speciali, a creare un clima di inquietudine ed angoscia per la sorte dei protagonisti della quale purtroppo questo nuovo episodio è sprovvisto. Nel 2006 è la volta del sequel, Adrift – Alla deriva.

Fisico scultoreo, Jeff, Josh e Megan sono tre amici che per partecipare ad un reality show decidono di girare delle riprese in Australia, immersi all’interno di una gabbia, in una zona infestata dagli squali.  Un’onda anomala spuntata dal nulla ribalta la barca e lascia i tre ragazzi in balia di un destino sfavorevole, avverso.

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Muove in avanti la trama il ritrovamento in fondo al mare della videocamera subacquea usata per l’impresa, e quelle iniziali tra i banchi di pesce, insieme alle immagini degli squali, resteranno tra le scene più belle del film, dal quale sono estratte le riprese che lo compongono. La relativa intervista dell’autore della scoperta e quella di un amico australiano che li ha ospitati prima dell’imbarco fa presagire il peggio.  Non si ha mai l’impressione che i protagonisti possano essere al sicuro né possano venir fuori da una situazione tanto tragica per quanto appaiono svogliati, disinteressati, in preda a reazioni isteriche, queste si giustificabili.

MV5BMjU3OTU5N2EtYzQzYi00ZGRiLWIxOTQtNDg1MTc4NTgxZDRjXkEyXkFqcGdeQXVyMjg1MTU1NjI@._V1_Diventa avvilente poi scoprire alla fine che ogni presagio è confermato, ça va sans dire, constatare quanto siano deboli i pretesti usati per giustificare le azioni e le soluzioni adottate, tocca vertici di ridicolo l’incendio occorso su una zattera di salvataggio multicomfort, piena di provviste trovata di notte nel bel mezzo dell’oceano, ed incendiata facendo partire volontariamente all’interno un raggio segnaletico, lascia perlomeno perplessi il mancato tentativo di richiamare l’attenzione di un elicottero che passa proprio sulle loro teste.

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Ulteriore nota di demerito il pathos completamente assente in scene potenzialmente interessanti che non sale neanche quando al filo conduttore principale si intreccia la storia d’amore tra Jeff e Megan, con lui che pensa di chiederle di sposarlo in diretta, complicata da una relazione con Josh. Inspiegabile e preoccupante a ben vedere come la ragazza passi dalle braccia di uno a quelle dell’altro senza la benchè minima trasformazione della mimica facciale, né tradisca fastidio, un minimo rimorso, una normale insofferenza o almeno un classico mal di testa, nell’andare a letto con l’uno o con l’altro.

Lungi dall’essere problemi derivati dalla mancanza di fondi o dal piccolo budget utilizzato le criticità maggiori possono riscontrarsi a livello di scrittura ed infatti si riflettono in maniera impietosa sul prodotto finale.

Titolo originale: id.
Regia: Gerald Rascionato
Interpreti: Joel Hogan, Josh Potthoff, Megan Peta Hill, Pete Valley, Mark Fell, Christopher Callen

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Origine: Australia, 2017
Distribuzione: Eagle
Durata: 80′