“Operazione vacanze”, di Claudio Fragasso

operazione vacanzeDopo una serie di scalcinate e incomprensibili disavventure, Jerry Calà, Enzo Salvi e Massimo Ceccherini fanno il verso alle Sorelle Bandiera sul palco del villaggio vacanze di Porto Greco. Ceccherini avverte: ve lo dico, questa gag è marcia. Talmente marcia che Fragasso non ha il coraggio di riprenderla fino alla fine, la interrompe, brutalmente e incomprensibilmente, con una scena tra Valeria Marini e Maurizio Mattioli. Eppure, anche fuori dagli occhi, lo spettacolo va avanti. S’ha da fare. E alla fine, dopo un attimo di titubanza, il pubblico, miracolosamente, applaude.

La sostanza (scarsa) di Operazione vacanze è tutta qui, in questi cinque minuti violentati e rotti, sgangherati e lucidi, che mostrano la consapevolezza, amara e spietata, di come l’incanto dello spettacolo si sia definitivamente rotto. Non c’è più motivo di affannarsi. Si va avanti solo grazie una stanca abitudine, a una familiarità irrinunciabile. E la stagione balneare, ovviamente, registra un calo di presenze.

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La serie TV Professione vacanze è solo un pretesto, un ricordo esile e vago, che poco a che fare con questa scombinata sequenza di gag maldestramente preordinate. C’è un cantante di pianobar, Bebo Conforti, che per sfuggire agli sgherri maldestri di un improbabile boss lucano (The “Voice” Pannofino, l’attore che non c’è, al massimo della dissociazione, al punto da camuffare la voce in un assurdo accento meridionale), prende i panni di un noto capo villaggio. A Portogreco si raduna una varia umanità: un animatore ‘fumato’ interpretato da Ceccherini, una guardia giurata sul lastrico, che s’ingegna alla peggio per assicurare le vacanze alla sua famiglia, un’investigatrice privata specializzata in tradimenti (Valeria Marini), impegnata a incastrare un imprenditore assatanato (Maurizio Mattioli).

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Gli sceneggiatori latitano: Jerry Calà, Rossella Dudri (fida compagna di Fragasso), Gino Capone accumulano senza fondere, accennano per poi lasciare perdere. Latitano gli interpreti, latita il sesso, il romanticismo, la risata. Latita Claudio Fragasso, intento a sabotare in un montaggio ben poco alternato la già traballante fluidità narrativa, riducendo il suo stile action-horror a una serie di quadretti di plastica (la piovra che sollazza l’ignaro Bebo). È come se, da parte di tutti, ci fosse una costante presa di distanza rispetto a un tipo di commedia che non funziona più. Al punto che l’unico momento di possibile commozione, la confessione di Enzo Salvi alla moglie (altra eco della magnifica disperazione di questo burino romano), è puntualmente contrappuntato e raggelato da Calà, che sottolinea “se non fossi così stronzo, mi commuoverei”. Ed è per questo che la finzione cortocircuita sempre con il reale, in un rimando costante alla vita (vera o cinematografica) dei protagonisti. È Calà, non Bebo Conforti, quello che canta alla Capannina di Forte dei Marmi. E, al pari, Ceccherini è una faccia di Picasso, mentre a Salvi che annuncia il suo prossimo viaggio alle Bahamas, viene da rispondere: non ci sei già stato con Boldi?

 

Ecco, fuori o dentro il set è lo stesso. In questa commedia tutto, il mondo, la realtà, la vita, è ridotto ormai alla prolungata vacanza di uno spettacolo disastrato, arrangiato, solitario. E perciò appare illuminante la parabola di Umberto Smaila, che, dopo una breve apparizione iniziale, tenta una fuga, la possibilità di un’altra storia. Mica passo le vacanze in un villaggio! Ma la sparizione sarebbe una rivoluzione. Perciò, puntualmente, il buon Umberto si ritira in buon ordine, raggiunge l’amico di sempre al piano e intona l’ennesima canzone. Operazione vacanze serve a questo, a una rimpatriata malinconica. Noi potremmo farne a meno. Eppure, una volta seduti in sala, non possiamo fare a meno di applaudire.


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Regia: Claudio Fragasso

Interpreti: Jerry Calà, Enzo Salvi, Massimo Ceccherini, Francesco Pannofino, Maurizio Mattioli, Valeria Marini, Umberto Smaila, Benedetta Valenzano

Distribuzione: Iervolino Entertainment

Durata: 110’

Origine: Italia, 2012