Ora e sempre riprendiamoci la vita, di Silvano Agosti

Con la nuova precarietà montante di diritti considerati acquisiti, tanto per ricordare il loro carattere provvisorio e la necessità di un’attenzione permanente del loro rispetto, l’individualismo dilagante e la scomparsa di una solida voce di protesta in un mondo pieno d’ingiustizia, alla quale ormai sembriamo rassegnati, Silvano Agosti presentando del materiale visivo girato negli anni che vanno dal 68 al 78 dello scorso secolo, resta una delle voci più importanti di un cinema italiano laterale.

Ora e sempre riprendiamoci la vita è lo straordinario tentativo di ricostruire quel decennio turbolento in cui un’enorme massa di individui interessati a reclamare migliori condizioni lavorative, emancipazione, rispetto, scendeva senza indugio in piazza, e per raccontarlo affianca alle immagini dei disordini, delle cariche, delle urla dei manifestanti nei cortei di protesta e rivendicazione, i volti di quelli che erano o sarebbero diventati dei leader dell’antagonismo. Un periodo nel quale le lotte dei movimenti studenteschi si saldarono con le battaglie del blocco operaio, un unicum nel panorama internazionale, e la risposta reazionaria presa forma in un tuttora impunito stragismo di stato, con un gran numero di colpevoli, quasi tutti scagionati, ed un’incredibile sequela di depistaggi e testimonianze fasulle.

Colloquiale ed arguto come sempre Agosti pone agli intervistati delle domande con la consueta curiosità ostinata, piena di spontaneità, che però immancabilmente colora i discorsi di radicalismo. Attraverso il montaggio cronologico degli avvenimenti significativi, e laceranti, dell’epoca, prende corpo un eccezionale documentario storico, nato dagli occhi di un sognatore che non ha mai usato la sua indipendenza per sfuggire alle responsabilità di militanza che i tempi richiedevano. Nella chiusura argomentativa trovano soluzione gli interrogativi, e forse anche i dubbi sollevati rimestando nel torbido della Prima Repubblica, ma nascono altre domande, stavolta di stringente attualità, che aspettano menti non troppo intorpidite dal caotico multimediale imperante che possano dare delle nuove risposte più adatte ai tempi. Persone che possano raccogliere il testimone e la scintilla nell’immedesimazione, possano ricalibrare i veri obiettivi da perseguire e rintracciare i nemici sa combattere, invertendo un’agenda politica, che in Italia, come all’estero mira con successo a scatenare delle guerre tra disperati per spostare l’attenzione dalle sue colpevoli lacune.

Se davvero c’è ancora un fiume di indignazione che scorre nei recessi profondi della società, un fiume che è la voglia di cambiare un mondo sempre più disumano, il film di Silvano Agosti è uno degli accessi in superficie, che i detrattori potrebbero derubricare, nel solito teatrino delle parti, per colpa d’appartenenza, ma che invece dovrebbe far riflettere su cosa abbiamo lasciato per strada, sui tanti sogni lasciati marcire e marchiati come irraggiungibili, mentre in realtà abbandonando la speranza di cambiare abbiamo tradito molto più di un’ideologia, quel soffio stesso necessario per sentirsi vivi.

 

Regia: Silvano Agosti

Distribuzione: Istituto Luce Cinecittà

Durata: 93′

Origine: Italia 2018