Oscar 2025 – Nel cuore di Anora
Cosa ci dice il trionfo del film di Sean Baker? Forse nell’attuale America depressa e sfibrata, Anora nel suo andare direttamente nel cuore delle “cose” era il film giusto al momento giusto
Amiano Sean Baker. Lo amiamo dai tempi di Prince of Broadway. Da quando, trentasettenne, portò la sua opera seconda al Torino Film Festival. Baker è uno dei “nostri” cineasti. Un sogno chiamato Florida nel 2018 ci parve uno dei film dell’anno e Red Rocket, al tempo visto con disattenzione da diversi addetti ai lavori, ci era subito sembrato, citando Sergio Sozzo, un film che “gira intorno all’esondazione della pornografia nel quotidiano delle nostre vite”. Baker fa un cinema contemporaneo, che non ha paura di guardare all’America (di) oggi. Se Quentin Tarantino e Paul Thomas Anderson paiono ormai ossessionati da un confronto diretto con la storia del cinema e con il passato del Paese — con una serie di opere programmaticamente nostalgiche — Baker affonda il suo sguardo in personaggi, location e tendenze antropologiche pienamente attuali. Anora ha sì la libertà di un film della New Hollywood, ma è girato da un regista che ha assimilato l’umiltà del cinema indipendente degli anni ’90 (low-budget di 6 milioni di dollari) ed è pienamente immerso nei desideri e nelle alienazioni di questo inafferrabile XXI secolo. Cosa ci dicono quindi i cinque Academy Award vinti (film, regia, attrice, sceneggiatura, montaggio), in parte previsti ma oggettivamente stupefacenti nelle dimensioni, con tanto di record personale del regista vincitore di quattro statuette a suo nome?
Corso Laboratorio di Ripresa Video e Fotografia, dall’11 marzo

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È presto per dirlo. Lo spettro della seconda elezione di Donald Trump – lo scontro in diretta mondiale con Zelensky (e Vance attore non protagonista) avvenuto due giorni prima della premiazione è stato il “vero” film horror/distopico dell’anno, un freak show traumatico impossibile da esorcizzare – più che aleggiare su questa edizione degli Oscar sembrava relegato nella più classica stanza oscura delle rimozioni freudiane. Snervata dalla sconfitta politica dei democratici, dall’ immediato riposizionamento “ideologico” delle principali multinazionali audiovisive e, non ultimo, dagli incendi che hanno distrutto le hills di Los Angeles, Hollywood è arrivata depressa e sfibrata all’appuntamento più importante dell’anno. La “questione” Karla Sofìa Gascòn, con i suoi “vecchi” tweet razzisti rispolverati per penalizzare la sua candidatura come attrice protagonista di Emilia Perez e far collassare le ambizioni di un film sulla carta — sappiamo di semplificare! — progressista e “figlio” della woke culture, è l’emblema del caos identitario dell’industria hollywoodiana, e delle corrotte dinamiche di un business ormai incapace di separare il pubblico dal privato.
In un contesto del genere forse Anora è stato il film giusto al momento giusto. La bellissima compagna di comunicazione fatta da Neon durante le votazioni finali era semplice e diretta e andrebbe studiata nei corsi di marketing: follow your heart. “Segui il tuo cuore”, con il solo primo piano di Mikey Madison e il titolo del film in piccolo in basso a destra. Nessuna indicazione di premio, né il nome del regista o dell’attrice protagonista. Un’immagine essenziale, perfetta nel contrastare le smisurate ambizioni di un The Brutalist — comunque premiato per attore, fotografia e musica — e la scrittura calcolata di Conclave (sceneggiatura non originale). Probabilmente il segreto del film di Sean Baker è proprio nella sua capacità di essere essenziale, di vivere nel “cuore” delle cose senza sovrastrutture teoriche o morali, di essere nelle contraddizioni e nelle “derive del presente”. Che sia una relazione sentimentale quasi da subito segnata dalla mercificazione sessuale, una assurda e magnifica notte cassavetesiana a Brighton Beach che vorremmo non finisse mai, o quello che — siamo pronti a scommettere— è già da oggi uno dei più bei finali della storia del cinema. Magari Anora fosse un nuovo punto di partenza per il cinema hollywoodiano e non solo! C’è il cuore. Il cinema. E poi tutto il resto.
Storia del cinema Modulo 1, dal 3 marzo online

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L’elenco completo dei vincitori
Corso Laboratorio di Ripresa Video e Fotografia, dall’11 marzo

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