#Oscars2019: esce un cofanetto di canzoni ispirate da Roma di Cuarón

E’ tempo di Oscar. Dopo l’ufficializzazione dei titoli che sgomiteranno per aggiudicarsi la tanto agognata statuetta, inizia il can-can mediatico che farà scoprire tutti i retroscena dietro i film delle varie cinquine. E come da mesi ormai, sulla bocca di tutti c’è sempre ed inesorabilmente Roma.


Già Leone d’oro a Venezia,il film di Alfonso Cuarón non disattende le aspettative  e si conferma tra i protagonisti assoluti della notte più attesa dell’anno, a maggior ragione dopo i trionfi ai Golden Globe in cui si è aggiudicato i premi come Miglior film straniero e miglior regista. Ad accentuare questa sensazione di perenne fervore intorno al film, candidato a ben 10 statuette, c’è di certo lo storytelling pianificato agli uffici marketing di Netflix, che a portarsi qualche riconoscimento a casa ci punta parecchio.

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L’ultima mossa è quella di far uscire un cofanetto di canzoni «ispirate da Roma», contenente lavori inediti o riarrangiati da più musicisti dopo aver guardato il film. A partecipare all’iniziativa troviamo nomi di primissima fascia, con cui è facile rilanciare l’idea di Roma manifesto di una certa controcultura che strizza l’occhio alla scena indie musicale in America e non solo. Roma come emblema dell’anti-trumpismo, punta di diamante di quella New Wave messicana che ormai sistematicamente scavalca muri immaginari per battere i pugni ai tavoli di Hollywood.
Così ecco un LP capitanato da Patti Smith, che per l’occasione canterà una nuova edizione di quel manifesto della libertà che era Wing, cui farà da spalla uno degli idoli indiscussi del movimento indipendente americano, Beck. Poi ancora il cantautore israeliano Asaf Avidan, DJ Shadow, Unkle con Michael Kiwanuka, l’Orquestra de la Cuidad de México e Bu Cuarón, figlia dello stesso regista. La compilation è fuori dal prossimo 9 febbraio.Roma

I contorni dell’operazione sono insomma chiarissimi. Ben 20 sono i milioni di dollari che Netflix ha stanziato per sostenere la candidatura di Roma agli Oscar. Di cui 170.000 sono serviti per coprire uno spazio pubblicitario durante un’edizione recente del CBS Sunday Morning. Poi ancora gadget a pioggia per i giornalisti votanti dell’Oaxaca, i quali hanno ricevuto tavolette di cioccolata corredate da lettere firmate Yalitza Aparicio e coffee table book dal valore di 170 dollari.

A quanto pare, se un giorno verrà istituita una sezione che premierà «la miglior sponsorizzazione del film», difficilmente i giganti dello streaming avranno una concorrenza all’altezza…