Pagine nascoste, di Sabrina Varani

Italia, Etiopia, archivi, tracce materiali, monumenti, saggi e trattati, la consulenza con studiosi, partigiani, testimoni, i ritagli di giornale, le foto. Tutto nella spasmodica ricerca di un tracciato, di un percorso che restituisca un’immagine, l’identità sfocata e sfuggente di un padre, amato ma forse mai compreso sino in fondo. Il documentario di Sabrina Varani Pagine nascoste, racconta proprio questo, questa ricerca coraggiosa tra le pieghe occultate di una biografia personale, quella di Franco Melandri, papà di Francesca (e della più nota politica Giovanna) che poi riflette e ricalcapagine nascoste2 la storia collettiva e contraddittoria della nostra nazione all’indomani del ventennio fascista. Francesca è una sceneggiatrice e scrittrice e sta iniziando a lavorare al suo nuovo libro, che uscirà nel 2017 col titolo di Sangue giusto, compiendo le ricerche d’archivio e presso studiosi per raccogliere materiale storiografico e scientifico utile alla trama che si accinge a raccontare. Il romanzo, ambientato tra presente e passato, scorre indietro le pagine della storia italiana fino alla guerra e l’occupazione in Etiopia negli anni Trenta, portando alla luce gli oscuri trascorsi di Attilio Profeti, personaggio fittizio sorta di alter ego di Franco.

Il percorso composito e segmentato del lungometraggio riflette e segue con delicata partecipazione il percorso personale di Francesca nella scoperta di un profilo più netto da attribuire a suo padre, nell’infrazione di un tabù: la distruzione e ricostruzione della figura-mito del proprio genitore, attraverso i suoi trascorsi fascisti, le teorie razziali, l’attivismo politico e militare. La scrittura del romanzo come forma di comprensione e metabolizzazione di una realtà troppo difficile da ammettere ed accettare, con le sue tracce intime ed emotive a far da collante e motore propulsore di un viaggio che tocca le rovine di Addis Abeba, che sfoglia le immagini di repertorio, le sagome in bianco e nero per poi portarci al qui e ora, e al corto circuito ideologico che torna con urgenza a riesumare un passato scomodo insabbiato e dimenticato da decenni. Una struttura precisa, circolare, eppure vertiginosa nelle sue spinte emozionali, nell’audacia con la quale allarga lo sguardo sulla fetta maggioritaria degli italiani al tempo del fascismo, vera zona grigia socio-culturale del post bellico,pagine nascoste3 con una precisione che non ammette reticenze né amnesie.

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Pagine nascoste è un testo che ne contiene, ne culla, un altro – il romanzo di Francesca Melandri – e a lui si appoggia, si lega, come tante briciole sparse per non perdere la strada di casa. E pur completando il discorso di quello, il documentario di Varani riesce a compierne uno tutto suo, con un linguaggio semplice e diretto che sa gestire la compenetrazione di immagini di repertorio, interviste, reportage di viaggio. E soprattutto con la spigliatezza che è tutta nella sua carismatica protagonista, attraverso le sue parole, la sua voce, i suoi occhi.

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Regia: Sabrina Varani
Con: Francesca Melandri
Distribuzione: Istituto Luce Cinecittà

Durata: 67′
Origine: Italia, 2017