"Palle al balzo" di Rawson Marshall

“Dodgeball” scuote, diverte e cattura, facendo a pezzetti corpi e parole, scritture e stili. Merito del regista ufficiale certo, ma forse ancor di più di Stiller che sta diventando uno degli autori più pericolosi e necessari di tutto il cinema americano attuale.


Palle al balzo (ma per favore, chiamiamolo Dodgeball) è un pugno nello stomaco, un acido corrosivo e benefico che distrugge e che spezza, senza pensarci sue due volte. E' anche qualcosa di non ben defInito e di difficilmente definibile. Forse il sogno di un Ben Stiller strafatto, forse la reviviscenza caustica e politicissima di un certo demenziale anni Ottanta che qui torna come in dissolvenza. Sarà questo, non lo sappiamo, certo è che Dodgeball scuote, diverte e cattura, facendo a pezzetti corpi e parole, scritture e stili, triturando e maciullando ogni pronostico. Merito del regista "ufficiale" certo, ma forse ancor di più di Stiller che sta diventando uno degli autori più pericolosi e necessari di tutto il cinema americano attuale. E' lui la velenosissima palla la balzo di un cinema che lo individua da subito come mina vagante, come corpo ri/fatto che schizza da una parte all'altro dello schermo, prima palestratissimo e sublime, poi ingrassato a dismisura e ancor più straordinario dunque nel lanciarsi oltre ogni soglia di sopportabilità visiva e logica. Ma poi c'è il dodgeball e allora tutto il cinema sportivo americano (quello classico, quello in un certo senso istituzionale) viene risucchiato in una spirale vorticosa che strapazza ogni tipo di ricononoscibilità: il campo da gioco non è più localizzato in una palestra, ma rappresentato dalla strada, dai vicoli bui o semplicemente dal ghigno satanico del grandissimo Rip Torn che incita al gioco, alla grinta, alla lotta per la sopravvivenza. La grandezza di Dodgeball è allora tutta nella teorizzazione sfilacciata e barcollante di un cinema che si nutre di parentesi folli e lunari (il flashback del giovane che ricorda la sua disavventura con una studentessa pachidermica, l'allenamento in strada che consiste nello schivare le auto in corsa) e che non smette di accumulare spazi e tempi saltellanti da un estremo all'altro (l'apparizione di un sublime Chuck Norris che diventa decisivo per le sorti della gara, tutti quei momenti in cui Vaughn e Stiller si fronteggiano improvvisando a ruota libera). Ma ci sono anche le deliziose parentesi mèlo tra Vaughn e la Taylor (vera moglie di Stiller) che riconfigurano scenari inediti, mostrando vertiginosi rovesci di fonte e allora Dodgeball si trasforma in grande storia d'amore contrastato e combattuto, per poi retrocedere nuovamente, reinventarsi nell'ironia graffiante e maleducata dei titoli di coda, per poi… continuare a rimbalzare, in un fuoricampo sempre più seducente.

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Titolo originale: Dodgeball


Regia: Rawson Marshall

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Interpreti: Ben Stiller, Vince Vaughn, Christine Taylor, Rip Torn, Justin Long


Produzione: Red Hour Films, Mediastream Vierte Film GMBH &Co. Vermarktungs KG, Mediastream Vierte Productions GMBH


Distribuzione: Twentieth Century Fox Italia


Durata: 92'


Origine: USA, 2004

 

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