Paul Auster a Cinemazero

«Scrivere non è più un atto di libera scelta per me,
è una questione di sopravvivenza.»
    (Paul Auster, L'arte della fame, Einaudi)

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Paul Auster Confidential
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In occasione della 15. edizione del festival Dedica, organizzata da Thesis e focalizzata quest’anno su Paul Auster, che si terrà dal 21 marzo al 4 aprile, Cinemazero propone martedì 17 marzo, ore 21.00 in Aula Magna Centro Studi/SalaTotò la proiezione del bellissimo documentario Paul Auster Confidential (1998, durata 134’, versione originale inglese/francese con sottotioli in inglese), un’intervista unica con uno degli scrittori più brillanti della sua generazione. La sua opera densa ed enigmatica, attraversata dai temi della solitudine e del rapporto col padre, conosce ormai da decenni un immenso successo nel mondo.
Paul Auster nasce il 3 febbraio 1947 da famiglia benestante di origini ebree-polacche; cresce nei sobborghi di Orange e Maplewood a Newark e durante l'adolescenza inizia a scrivere le prime poesie. Tra il 1971 e il 1974 vive in Francia. La sua carriera di scrittore di romanzi inizia nel 1979 con L'invenzione della solitudine (romanzo autobiografico generato dalla morte del padre e incentrato sul rapporto problematico che ha sempre vissuto con lui), ma il meritato successo arriva nel 1987, con la pubblicazione di The New York Trilogy e Paul Auster diviene uno dei più apprezzati scrittori contemporanei a livello internazionale, riuscendo ad avere ruoli di primo piano non solo in ambito propriamente letterario, ma anche ad Hollywood. Al suo stile narrativo sobrio ed asciutto, che lo ha fatto accostare a mitiche figure di romanzieri del ‘900 americano quali Faulkner o Steinbeck, Auster affianca l’attività cinematografica con i film come La musica del caso di Philip Haas (1993), Smoke di Wayne Wang (1995), Blue in the Face di Wayne Wang (1995), Lulù on the Bridge di Paul Auster (1998).
Paul Auster delinea una sua personale visione dei rapporti intercorrenti fra le due forme di rappresentazione, quella scritta e quella per immagini: «Poi c’è il problema delle immagini: poichè tendiamo a guardarle passivamente, le immagini finiscono per passarci attraverso senza lasciare traccia. Siamo attratti, coinvolti ed incantati, ma quando usciamo dal cinema ricordiamo a stento quel che abbiamo visto. I romanzi sono completamente diversi. Per leggere un libro bisogna essere attivamente coinvolti in ciò che dicono le parole. Bisogna lavorarci su, usare l’immaginazione. E quando l’immaginazione è pienamente risvegliata, si entra nel mondo del libro come se fosse il proprio. Si possono fiutare e toccare le cose, si hanno pensieri e intuizioni complesse, si vive in un mondo tridimensionale.» E continua affermando: «Filosoficamente parlando, la scenografia è un campo affascinante perchè ha un’autentica componente spirituale. Lo scenografo deve guardare con molta attenzione la realtà, deve vedere le cose come sono realmente e non come vorrebbe che fossero e ricrearle a fini totalmente immaginari e fittizi. Ogni mestiere, che richieda uno sguardo così attento alla realtà, dev’essere un buon mestiere: buono per l’anima, beninteso.»
Il documentario Paul Auster Confidential (1998, durata 134’, versione originale inglese/francese con sottotioli in inglese) è un incontro con lo scrittore nella sua città, New York, dove parla liberamente della sua infanzia, del baseball, dei suoi viaggi, dell’influenza della sua città nelle sue opere, il suo amore per Parigi, il suo percorso di formazione e i momenti salienti della sua vita. Nel documentario ascolteremo anche la testimonianza di Siri Hustvedt, seconda moglie di Auster di origini scandinave, anche lei scrittrice, si è imposta al pubblico mondiale con Quello che ho amato, un libro intenso e drammatico.
Il documentario è, dunque, la giusta maniera per conoscere meglio Paul Auster prima del suo arrivo a Pordenone.

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