Penn story

Alphaville Cineclub ricorda il regista Arthur Penn, recentemente scomparso, con una selezione di lungometraggi in programma nella propria sede di Roma Via del Pigneto 283 dal 13 al 17 ottobre prossimi dalle ore 21.00.
Ebreo di origini lituane, figlio di un’infermiera e di un orologiaio, Arthur Penn arriva al cinema dopo il teatro a Broadway ed una serie di regie televisive e da subito si fa notare per la determinazione con cui impone agli Studios americani le sue scelte, causa di duri scontri, sempre dettate dalla palese necessità di raccontare, al di là del genere utilizzato, storie di dignità e di verità spesso trascurate dal cinema spettacolare ed anticipando dunque l’inizio della grande stagione del cinema USA anni’70.
Studioso del metodo Stanisvlaskj, Penn ha sempre posto gli attori al centro delle  sue storie (‘…un attore è una persona capace di infondere emozioni ai gesti più banali’, diceva), evitando loro prove ed eccessivi tecnicismi in favore della naturalezza e della spontaneità del momento, spesso legata ad inquadrature decise soltanto un attimo prima di raggiungere il set.
Pur avendo realizzato non più di venti  lungometraggi nel corso della sua lunga carriera d’autore, basta solo qualche titolo a collocarlo tra i grandi del cinema americano, da ‘Gangster story’ a Piccolo grande uomo’, da ‘Alice’s restaurant’ a ‘La caccia’, offrendoci interpretazioni attoriali indimenticabili grazie a personaggi  con il volto di Marlon Brando e Dustin Hoffman, di Paul Newman e  di Anne Bancroft, di Faye Dunaway e di Warren Beatty, indelebili nell’immaginario collettivo popolare ma anche cinephile.
Alphaville saluta il lucido e malinconico cineasta  d’America, narratore incisivo di diritti civili ed emancipazione sessuale, di droga e di Vietnam proponendo alcuni tra i suoi titoli più significativi ed iniziando dunque dal famosissimo Gangster Story’ (1967), in programma mercoledì 13 ottobre alle ore 21.00. Da una sceneggiatura scritta per François Truffaut, Penn racconta la storia di Bonnie Parker, cameriera, e Clyde Barrow, giovane ladro d’auto che, insieme con alcuni complici, danno vita alla banda di rapinatori di banche più famosa d’ America. L’influenza di questo film, portatore sano di Nouvelle Vague e controcultura dell’epoca, essenziale sia nella storia del genere gangster che nel percorso di Penn, si è talmente estesa nei vari campi, dalla moda alla diffusione della violenza nel cinema all’ uso del rallentatore, che è difficile, oggi, valutare il valore dell’ opera con il dovuto distacco. Resta tuttavia intatto il fascino del gioco tragico espresso con violenza frenetica ed allegra fisicità. 
Giovedì 14 sarà possibile assistere alla proiezione di ‘Alice’s restaurant’ (1969), film in forma di ballata che racconta teneramente la storia di Ray ed Alice, ristoratori anni’60 che utilizzano il loro guadagno per aiutare una comunità hippy di casa in una chiesa sconsacrata.
Venerdì 15 è la volta del lungometraggio ‘La caccia’(1966), opera che procurò a Penn uno scontro davvero clamoroso con gli Studios a causa del tema del film che, raccontando l’inseguimento di un evaso in una cittadina del Texas, denunciava tuttavia la falsa armonia della società dell’ epoca puntando il dito sull’ arroganza dei ricchi, la violenza endemica, il razzismo. Molti perciò i tagli  che Penn dovette accettare, operati spesso sulle sequenze più dure legate alla vita dei neri.
‘Piccolo grande uomo’(1970) è il protagonista della serata di sabato 16 ottobre. Tratto dal romanzo di Thomas Berger, racconta della vita avventurosa di Jack Crabb, rapito dai pellerossa con la sorellina e tornato, da grande, tra i ‘visi pallidi’. Western anomalo, Penn lo smitizza dei suoi miti suscitando un’ estrema simpatia per i pellerossa e la loro cultura, denunciando il loro genocidio senza mai cadere nel melodramma.
Ed infine, domenica 17, la rassegna dedicata ad Arthur Penn si chiude con la proiezione del poliziesco ‘Bersaglio di notte’ (1975), detective story tinta di nero in cui Penn racconta di un investigatore privato sulle tracce di una ragazza fuggita di casa ed alle prese con un misterioso intrigo partito da una statuetta… Mirabile l’ interpretazione di Gene Hachman.
A cura di P.Salvatori.
 
 
Entrata con tessera e sottoscrizione
Locale climatizzato
Info: 3393618216-3388639465
         alphaville2001@libero.it 
         cineclubalphaville.it