Percoco – Il primo mostro d’Italia, di Pierluigi Ferrandini

Il film dedicato alla terribile storia di Franco Percoco, primo stragista familiare italiano del Novecento, è un lavoro curato, ben interpretato e con una bellissima fotografia. Interessante.

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Percoco – Il primo mostro d’Italia, basando su una storia vera dall’enorme potenzialità narrativa, parte avendo tutte le carte in regola per essere un buon film. Bastano poche inquadrature per capire che le alte aspettative  sono state effettivamente confermate e siamo effettivamente davanti ad un lungometraggio curato, ben diretto e altrettanto ben interpretato, in grado di posizionarsi al fianco dei grandi lavori thriller e crime d’Oltreoceano. La ricostruzione storica e l’interpretazione del protagonista Gianluca Vicari, disturbante al punto giusto, sono decisamente i punti di forza di un prodotto mostra però le sue qualità sotto quasi tutti gli aspetti tecnici. 

La storia di Franco Percoco ha fatto venire i brividi a tutta la Bari anni ‘50. Eppure, paradossalmente, non è un delitto tra i più mainstream nella storia del crimine del nostro paese, nonostante i suoi dettagli che lo rendono uno dei più incredibili ed efferati. Franco Percoco in una sera di maggio uccide con un coltello da cucina i suoi genitori e suo fratello Giulio, affetto dalla sindrome di Down, e li chiude dentro la camera appartenuta un tempo alla sventurata coppia. Il disagio e l’odio nei confronti della sua famiglia non sono certamente nati nel giro di una notte. Il film di Ferrandini non ci mostra però i motivi che hanno spinto il giovane a sterminare la sua famiglia, né ci lascia mai vedere la vita di Franco con i genitori ancora in vita (elemento sul quale si focalizza invece il libro di Marcello Introna, da cui Percoco – Il primo mostro d’Italia è tratto). Non ci mostra nemmeno l’omicidio in maniera diretta (anche se gli amanti del gore possono considerarsi accontentati da una fugace scena sul finale), lasciandoci vivere soltanto i dieci giorni ad esso successivi.

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Dopo il delitto Percoco compie infatti qualcosa di incredibilmente raccapricciante. Chiude a chiave i tre cadaveri all’interno della stanza appartenuta un tempo a suo padre e a sua madre e poi continua la sua vita in quella casa come niente fosse. Addirittura invita in quella casa teatro di un assassinio, il suo miglior amico e la sua fidanzata (sorella della fidanzata di Franco stesso, Tina Tezzi) per passare delle serate all’insegna di alcool, sesso e musica ad alto volume. Ovviamente l’idillio del protagonista, ormai divenuto, grazie ai risparmi rubati ai genitori, un viveur a tutti gli effetti, non potrà durare all’infinito e Franco Percoco verrà arrestato ad Ischia il 9 giugno del 1956.

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Percoco – Il primo mostro d’Italia funziona perché non si lascia travolgere dall’aspetto più crudo della vicenda, ma si focalizza invece sulle motivazioni interne, invisibili, psicologiche. Dove molte altre realtà true crime avrebbero indagato sugli aspetti più macabri della materia, qui si accenna solo e si lascia molto spazio all’immaginazione, il che probabilmente conferisce ancora più mistero e costruisce ancora più crescente ansia nei confronti della vicenda. Potremmo dire che tutti gli aspetti sono bilanciati, con una tendenza però a preferire il risultato dell’azione all’azione stessa. Inquadratura dopo inquadratura, i costanti primi piani su Franco ci mostrano il cambiamento del suo atteggiamento, prima rilassato, felice, quasi come se si fosse liberato di un peso insostenibile, poi sempre più freddo, angosciato, in preda ad allucinatorie paranoie. Basta questo a dare un senso di nausea continuo allo spettatore, che conosce la realtà dietro quello sguardo. Quando un film riesce a comunicare e raccontare senza bisogno di spiegare didascalicamente, si può dire che probabilmente siamo di fronte ad un progetto ben compiuto.

 

Regia: Pierluigi Ferrandini
Interpreti: Gianluca Vicari, Giuseppe Scoditti, Rebecca Metcalf, Federica Pagliaroli, Laura Gigante, Francesca Antonaci, Fabrizio Traversa, Antonio Monsellato, Pinuccio Sinisi, Raffaele Braia, Pietro Naglieri, Chiara Scelsi, Elena Cantarone, Michele Mirabella
Distribuzione: Altre Storie
Durata: 104′
Origine: Italia, 2023

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
3.3
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Il voto dei lettori
3.5 (2 voti)
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