Pertini – Il combattente, di Graziano Diana e Giancarlo De Cataldo

Tratto dal libro di Giancarlo De Cataldo, il primo documentario che ripercorre le tappe più significative della vita del Presidente più amato dagli italiani

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Tratto dal libro di Giancarlo De Cataldo, magistrato, sceneggiatore e scrittore, “Il combattente – come si diventa Pertini”, il documentario ripercorre le tappe più significative della vita del Presidente più amato dagli italiani. Uno spaccato di vita politica e personale raccontato con linguaggi diversi, dal documentario alla fiction, fino alla riflessione storica e pedagogica. Un ritratto pop di un personaggio che ha attraversato il Novecento e le sue più laceranti contraddizioni: due guerre mondiali, il fascismo e l’antifascismo, il boom, il terrorismo e le nuove speranze economiche e sociali della prima metà degli anni 80. Giancarlo De Cataldo, come narratore presente in scena, incontra testimoni illustri della vita e dell’eredità di Sandro Pertini, come Giorgio Napolitano, Emma Bonino, Gad Lerner, Eugenio Scalfari, Domenico De Masi e Gherardo Colombo, ma anche personaggi dello spettacolo e dello sport come Antonello Venditti, Raphael Gualazzi, Ricky Tognazzi e Dino Z off. Ne nasce un inedito mosaico di racconti e pareri, impreziosito dai dialoghi del regista con un gruppo di giovani, rappresentativi di una generazione alla ricerca di modelli di riferimento, ma spesso sprovvista degli strumenti per conoscere e ricordare.

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Le parole di Giancarlo De Cataldo: “Esistono uomini talmente smisurati, complessi e contraddittori che sembra impossibile raccontarli. Per esempio, come si racconta la vita di uno come Sandro Pertini, il Presidente della Repubblica più amato dagli italiani uno di cui perfino un giornalista politicamente assai lontano da lui come Montanelli lodava il profumo di onestà che emanava qualunque sua azione? Un uomo che ha attraversato da protagonista tutte le stagioni del Novecento italiano, come raccontarlo? Da dove si parte: dal giovane soldato in azione tra le trincee della Prima guerra che, pur contrario al conflitto, combatte furiosamente e conduce i suoi soldati in imprese al limite della follia? Dal militante socialista, picchiato e bandito dal fascismo, che al fianco di Turati fugge dall’Italia su un motoscafo nel mare in tempesta? Oppure dal partigiano che, dopo quattordici anni fra carcere e confino, diventa intransigente giustiziere di camicie nere? O magari dall’ultima fase, dall’immagine benevola del vecchietto con la pipa? Rispondere a queste domande è la nostra sfida.

 

Sfida doppia, perché da un lato siamo stati chiamati anni fa a sceneggiare un film sul Presidente di tutti gli italiani che non è mai stato realizzato e di cui conserviamo scene, intenti, personaggi cui siamo estremamente affezionati, dall’altro perché adesso cercheremo di utilizzare uno strumento diverso, quello del film non-fiction per cercare di spiegare a chi non può averlo conosciuto, ai ragazzi di oggi che non ricordano perché non possono ricordare, non ne hanno gli strumenti, la grandezza di quell’uomo, e il contrasto, doloroso, tra passato e presente. Per noi il combattente Pertini è qualcosa di più di un santino oleografico: è un’affinità elettiva, è l’integrità che illumina la lunga notte del regime e della prima repubblica, è l’orgoglio delle idee, è la furia della battaglia. È l’eroe incorruttibile, libero, severo, ma anche guascone e maldestro, che tutti noi vorremmo avere accanto”.

 

Emblematico il siparietto di Massimo Troisi che rivolgendosi al Presidente, cerca di rassicurarlo sui soldi del terremoto del Belice, di non averli presi indebitamente, e garantisce anche per il padre e il fratello… ancor più emblematico lo scopone scientifico in aereo con Zoff, Causio e Bearzot, di ritorno dalla vittoria in Spagna dell’82.”Non ci prendono più”, sentenziava dagli spalti di Madrid, al terzo goal di Altobelli, ed in effetti per certi versi resta irraggiungibile, padre/nonno, padre/nostro, Don Chisciotte di “Pazienza”… Andrea. Luigi Necco ti saluta con la mano, con quel gesto un po’ eccessivo, ma spontaneo, rassicurante, da ultimo baluardo, argine della foga scugnizza alle spalle, debordante e maldestra, pronta a smarginare e travolgere, come un fiume in piena, con quel desiderio di rivalsa imprigionato nei corpi della sceneggiata.

 

Archeologi entrambi, in fondo, Luigi per passione, Sandro per vocazione. Novantesimo minuto era il palcoscenico di Luigi, il Quirinale la “camera verde” di Sandro. L’ultimo esemplare di una razza di uomini duri ma puri come bambini, una luce nella notte di una prima Repubblica compromessa da corruzione e malaffare. Sandro, a 82 anni, ritornando bambino, sogna di essere diventato presidente della Repubblica, attorniato da facce losche, in un paese dove si può tranquillamente affermare che i non iscritti alla P2 più che altro non superarono l’esame di ammissione. Sandro, più che pop, è pulp… Sotto la pioggia.

 “I carri armati a fari spenti nella notte sotto la pioggia hanno lasciato strane tracce sull’asfalto pieno di sabbia. Il presidente dietro i vetri un pò appannati fuma la pipa, il presidente pensa solo agli operai sotto la pioggia…” (Antonello Venditti, 1982)

Regia: Graziano Diana e Giancarlo De Cataldo
Interpreti: Emma Bonino, Gherardo Colombo, Domenico De Masi, Gad Lerner, Paolo Mieli, Giorgio Napolitano, Eugenio Scalfari, Antonello Venditti, Dino Zoff
Distribuzione: Altre Storie
Durata: 76’
Origine: Italia, 2018

  

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