Pesaro 49 – Cinema sperimentale italiano, animazione russa e concorso

Il  27° Evento Speciale della Mostra del Nuovo Cinema di Pesaro, intitolato “Fuori norma, la via sperimentale del cinema italiano (2000-2012)” focalizza l’obbiettivo sulle realizzazioni di un manipolo di cineasti poco conosciuti ma che sono stati ritenuti meritevoli di attenzione da parte dei selezionatori della Mostra. Nella seconda giornata di proiezioni, sono state presentate opere dal taglio prevalentemente documentaristico. Trilogia su l'amore di Luca Ferro appartiene al  cosiddetto “cinema privato”, cinema cioè che rivolge la propria attenzione alla realtà ed alle persone esaltandone la “soggettività”, cioè il punto di vista di chi racconta (e ricorda) la propria storia d’amore, creando così una sorta di empatia e complicità emozionale con lo spettatore, o meglio, con il “videolettore”, come preferisce definirlo Ferro. Dalla testa ai piedi di Simone Cangelosi è la testimonianza sotto forma di video diario  della transizione da donna a uomo dello stesso Cangelosi  tra gli anni ’90 e il 2005. Immagini che trattano un arco di tempo che va dall’infanzia fino all’età adulta del regista, passaggi scanditi da incontri, incertezze, delusioni e nuove speranze, raccontate con stile asciutto e neutro, evitando così il rischio di cadere nel facile patetismo. Identità nascoste di Giuseppe Baresi è un’incredibile collezione di fotografie di riconoscimento impresse su lastre di vetro di internati del manicomio di Milano a partire dal 1929 fino al 1950. Nei quattordici minuti di durata del corto, scorre un numero imprecisato di volti dotati di un’impressionante espressività (merito anche di uno splendido lavoro di illuminazione) che paiono voler prendere vita ed uscire da quelle lastre dove sono stati intrappolati e resi a loro modo immortali.                                           

“Femminile plurale: animazioni russe” è la sezione dedicata al disegno animato, in particolare all’animazione russa contemporanea. Di particolare interesse si è rivelato l’omaggio a Irina Margolina, talentuosa sceneggiatrice, regista e produttrice con più di 150 lavori alle spalle. A Pesaro l’autrice ha presentato Le storie del vecchio pianoforte, cinque corti d'animazione nei quali si narra, sotto forma di aneddoti, la vita di grandi musicisti: Vivaldi, Rossini, Bach, Gershwin e Prokof’ef. La commistione tra immagine animata (tra le tecniche utilizzate, anche la grafica su carta argentata) e musica rende ipnotica la visione accompagnando lo spettatore in un universo di magiche e poetiche suggestioni. Nella sezione concorso “Premio Lino Micciché” è stato proiettato il lungometraggio della regista Mira Fornay, My dog killer, dove in un minuscolo villaggio al confine tra Repubblica Ceca e Slovacchia trascorre  la  grigia esistenza di Merek, giovane naziskin che ha un’unica passione: il suo pitbull. Tempi dilatati, dialoghi ridotti all’essenziale ed un immutabile pessimismo di fondo (che crea forte contrasto con il paesaggio bucolico ripreso) sono gli elementi portanti del film della Fornay, premiato all’ultimo festival di Rotterdam, che però non convince pienamente. Gli interpreti  appaiono come automi, incapaci di provare qualsiasi emozione. Risulta evidente che tale messa in scena  è cercata, voluta, sorta di spersonalizzazione, o meglio, di processo di annientamento psicologico dell’essere umano, una negazione di sé  che porta ad un nichilismo violento, dovuto all’ambiente circostante, microcosmo chiuso ed inospitale. La Fornay non riesce a plasmare la materia (incandescente) che maneggia, cercando di infondere uno stile rigoroso ma estremamente schematico e meccanico.