Pesaro – 55a Mostra Internazionale del Nuovo Cinema. Il programma


La Mostra Internazionale del Nuovo Cinema
che si terrà a Pesaro dal 15 al 22 Giugno presenta un programma ricco di contenuti e forme, sezioni a concorso, sezioni non competitive, eventi, proiezioni speciali, focus e tanto altro. Il film di apertura sarà il cult movie Butch Cassidy diretto cinquant’anni fa da George Roy Hill con Paul Newman e Robert Redford.

L’intento dichiarato della Mostra è di gettare lo sguardo nella produzione cinematografica mondiale attraverso una ricerca d’avanguardia, e con la precisa volontà di rispettare le opere, come dichiara il direttore artistico Pedro Armocida, facendo attenzione a lavorare ancora con la pellicola, 35mm, 16mm e Super8. Il film si dà a noi nelle forme e nei formati che non rispettano canoni. E che, oggi e ancora più di prima, si espandono. Anche in senso fisico. 

Nel concorso Concorso Pesaro Nuovo Cinema – Premio Lino Miccichè presenta sette titoli scelti tra centinaia con il tentativo di segnalare quelli  più liberi, più nuovi, lontani magari anche dall’idea che si ha dei film “da festival”. Due le giurie, quella professionale composta da Olimpia Carlisi, Amir Naderi e Andrea Sartoretti e quella degli studenti.

I sette titoli: Kamagasaki Cauldron War di Leo Sato (Giappone 2018): girato in 16mm a Kamagasaki, un quartiere “invisibile” di Osaka che fin dal dopoguerra raccoglie lavoratori saltuari e prostitute…; Nona. Si me mojan, yo los quemo di Camila José Donoso (Cile 2019): pirotecnica combinazione di realtà e finzione, dove la regista rappresenta, trasfigurandole, alcune vicende della vita della propria nonna…; That Cloud Never Left di Yashaswini Raghunandan (India 2019): personaggi che fabbricano giocattoli sonori, utilizzando materie di scarto, fra cui spezzoni di vecchi film della Bollywood tradizionale…; Demons di Daniel Hui (Singapore 2018): nella città-stato di Singapore, Vicki deve affrontare un abuso emotivo da parte di un genio che lo utilizza come elemento di crescita artistica; Bring Me The Head Of Carmen M. di Felipe Bragança e Catarina Wallenstein (Brasile/Portogallo, 2019): l’attuale tumulto politico e sociale del Brasile fa da sfondo all’incubo tropicale in cui sprofonda un’attrice portoghese a Rio de Janeiro per interpretare la parte di Carmen Miranda, personaggio divenuto proverbiale per aver esportato l’immagine della samba e del carnevale brasiliano…; Inland/Meseta di Juan Palacios (Spagna, 2019): in un luogo imprecisato della Spagna centrale vivono un pastore che sogna di andare sul lago Titicaca, un duo musicale in pensione, due bambine alla ricerca di Pokemon…stili di vita che sembrano sul punto di svanire; Square di Karolina Bregula (Polonia/Taiwan, 2018): una scultura risalente al regime politico ormai tramontato comincia a parlare (“vorrei porti una domanda”), ma gli abitanti sanno che le domande possono rivelarsi scomode…

A fare giustizia della mancanza di titoli italiani inseriti in concorso ci pensa una sezione apposita Satellite. Visioni per il  cinema del futuro, una sezione avanguardistica, panoramica e non competitiva, che vuole scavare e restituire la superficie reale, complessa, imperfetta e indefinita della produzione audiovisiva italiana a bassissimo budget, extra-industriale. Opere prime e inediti, non necessariamente giovanissimi. Ciò che è importante non è l’anteprima o l’esclusiva sul mercato dei festival, quanto piuttosto arrivare a mostrare quello che altri spesso non mostrano, solo perché non rientra nelle categorie imposte da un concorso, da un formato, da una durata, da una modalità produttiva. Tra i titoli presentati: Watna di Lorenzo Casali e Micol Roubini; Giacomo Laser e il demone di Giacomo Laser; Non c’è nessuna dark side di Erik Negro; Variazioni luminose nei cieli della città di Giuseppe Spina.

L’evento speciale si intitola Ieri, oggi e domani – Il cinema di genere in Italia + Cinema in spiaggia realizzato In collaborazione con il Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale prevede invece una retrospettiva con la proiezione di lavori di alcuni di grandi maestri del passato come Sergio Leone, Elio Petri, Dario Argento, Fernando di Leo, Carlo Lizzani, Lucio Fulci, De Lillo, Pupi Avati, Lina Wertmuller (prossima a ricevere un oscar alla carriera), a produzioni più recenti che portano la firma di Edoardo De Angelis, Gabriele Mainetti, Manetti Bros e The Pills. E a proposito di cinema di genere la Mostra omaggia “Stracult”, il programma di Rai2 da 20 anni alfiere del «cinema italiano che spacca».

Altro indirizzo forte della kermesse è l’impegno, iniziato in tempi non sospetti rispetto al movimento Me Too, verso una produzione declinata la femminile. Prevista in tal senso una Personale di Lee Anne Schmitt una delle artiste e cineaste statunitensi più interessanti, soprattutto per il suo lavoro – quasi sempre in 16 mm – legato al pensiero politico, all’esperienza personale e alla terra. Durante la presentazione saranno presentati tutti i suoi film. E nella stessa direzione vanno anche il Focus dedicato al Cinema Spagnolo, che presenta 5 titoli tra opere prime e seconde, di distinti generi e formati, caratterizzate da una gran libertà espressiva, che rendono conto della varietà di stili, registri e temi e della qualità e ricchezza creativa del cinema al femminile in Spagna oggi. Ed anche 10 Anni di Cinema Russo – Sguardi Femminili, un appuntamento ormai tradizionale che in occasione del decennale sarà tutto dedicato a opere dirette da registe. E per finire Femminismi – Lezioni di storia #4 di Federico Rossin alle prese con una retrospettiva che vuole riscoprire il cinema femminista dal 1968 al 1978.

Altro anniversario è quello dei 30 anni di Fuori Orario che verrà ricordato in piazza sabato 22 giugno una maratona notturna di “cose (mai) viste” (con De Bernardi, Bressane, Straub, Iosseliani, Naderi) e un incontro, venerdì 21, con tutti gli attuali autori del programma.

Completano il programma Super8 – Claudio Caldini uno dei massimi registi sperimentali argentini, Corti in Mostra – Animatori italiani oggi una rassegna non competitiva riservata alle più recenti opere inventive ed emozionanti realizzate da autori italiani di cinema d’animazione. CORTI IN MOSTRA propone diversi film brevi e talvolta folgoranti, realizzati da autori giovani, poco più che ventenni, provenienti da scuole e corsi di cinema che dedicano particolare attenzione all’animazione, e da registi più maturi, già noti e apprezzati, con una Personale di Roberto Catani. Il muro del suono cinque serate a mezzanotte a Palazzo Gradari tra musica e immagini proiettate sul muro con sonorizzazioni e performance uniche in anteprima per la Mostra del cinema. Concorso (Ri)montaggi. Il cinema attraverso le immagini il primo e unico concorso in Italia, e uno dei pochi internazionali, dedicato ai video essay, la nuova forma di critica cinematografica per immagini che trova spazio non solo in video virali sul web, ma anche come momento di studio nelle università più innovative. Il Premio Lino Miccichè per la critica cinematografica, Re-Framing Home Movies per finire le Proiezioni Speciali tra cui alcune anteprime mondiali e italiane (White Flowers di Marco De Angelis, Antonio Di Trapani (2019); Gelsomina verde di Massimiliano Pacifico (2019); Adriano Aprà Autoritratto di Pasquale Misuraca (2019); Rasendes Grün mit Pferden di Ute Aurand (2019), proiezione in 16mm) e due omaggi (Notre-Dame: Nuestra Señora de Paris di Teo Hernandez (1981-1982); Emergency – 25 anni: La terra strema di Federico Greco (2018). Ed ancora Tutto Grifi al Centro Arti Visive – Pescheria, gli  omaggi a Bernardo Bertolucci e Barbara Hamme, per finire con «FuoriCinema» incontri a cura di Walter Veltroni, nuovo componente del comitato scientifico, che ‘debutta’ a Pesaro con una serie di incontri con personalità del mondo dello spettacolo e del giornalismo. I primi due appuntamenti saranno con Giovanni Floris e Lino Banfi.

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Sigla del festival a cura del Corso di Perfezionamento di Disegno Animato e Fumetto della Scuola del Libro di Urbino. Quest’anno gli studenti, Sara Antimi, Alice Artusio, Rita Baldarelli, Alice Bartolini, Giorgia Basili, Ayman Benchekroun, Giulia Betti, Greta Cancellieri, Samuele Canestrari, Eugenio Carlini, Omar Cheikh, Alberto Conti, Enrico For̀o, Maria Montella, Alda Nebiu, Mariachiara Peruzzini, Denise Rocchi, Annica Tiboni, Martina Venturini, hanno realizzato la sigla ufficiale del Festival, un omaggio al cinema di genere italiano: con la tecnica del rotoscopio sono state sublimate sequenze di film horror, spaghetti western, commedie, film polizieschi, politici e di fantascienza, anticipatori di tante serie televisive contemporanee.