"P.O.E – Poetry of Eerie", di Cristopharo, Pianigiani e di Marcello, Gaudio, Giordani, Fazzini, Capasso, Tagliavini, Yumiko Sakura Itou

p.o.e. poetry of eerie

Dieci giovani registi italiani si confrontano con Edgar Allan Poe, in un progetto che non ha l'intenzione di adattare fedelmente le sue opere ma di suscitare nello spettatore le stesse sensazioni di angoscia e di inquietudine, nella libertà dei mezzi stilistici più disparati. Con un budget ridottissimo e soli tre giorni di riprese per ogni cortometraggio, pesca a piene mani dal maestro dell'incubo, citando, trascrivendo e riscrivendo i suoi versi, senza mai prendersi sul serio

p.o.e. poetry of eerieP.O.E. Poetry of Eerie non mette in scena Edgar Allan Poe, nè le sue opere, ma l'angoscia e l'inquietudine che suscitano. Chi si aspetta una riscrittura per lo schermo o un adattamento fedele storcerà il naso, perchè il maestro dell'incubo è presente solo in brevi frammenti di testo, e in poche, rapide scene. Il protagonista è l'orrore, l'alterazione della percezione, l'allucinazione. Per questo non solo non è necessario cercare affannosamente la fonte delle citazioni o rivendicare la fedeltà rispetto al testo originario, ma anche infruttuoso. L'unico approccio possibile è godere della visione considerando P.O.E. non solo un'opera a sè stante, ma molteplici opere a sè stanti, visto che comprende 13 cortometraggi, realizzati da 10 registi italiani esordienti, che hanno citato, trascritto, riscritto e adattato Poe al proprio stile, non viceversa.

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Il progetto P.O.E. è un omaggio all'incubo e alle infinite possibilità di metterlo in scena, che si tratti di attori veri o di pupazzi in stop-motion, e nulla di più. Non c'è nè la pretesa nè l'ambizione di mettersi sullo stesso livello dei grandi registi che si sono confrontati con Poe, ma semplicemente il gusto di smembrare e riplasmare la sua materia letteraria, e di restituirla al pubblico con nuovi mezzi espressivi. Ognuno dei cortometraggi presentati ha uno stile personale, e sfrutta tecniche e toni estremamente diversi, dal cupo all'ironico, dallo splatter al drammatico, con la consapevolezza che non si tratta che di un divertissement, e di un puro esercizio creativo. 
 

Il budget ristretto e il tempo limitato concesso per le riprese, solo tre giorni, ha condizionato notevolmente non solo la scelta delle opere a cui i registi si sono ispirati, ma soprattutto la messa in scena che in molti casi risulta solo abbozzata. Anche gli effetti speciali, dichiaratamente home-made, così come il make-up, penalizzano inevitabilmente il risultato finale che suscita straniamento, dovuto al contrasto tra l'ironia latente e la crudeltà delle scene, piuttosto che angoscia e tensione. Al contrario, il corto di animazione in stop-motion Il gatto nero, realizzato da Paolo Gaudio, è un'opera completa e perfettamente riuscita, sia dal punto di vista della realizzazione tecnica che della compattezza e della sinteticità della storia rappresentata, tanto da essersi guadagnato anche riconoscimenti oltreoceano.

La capacità degli autori di disorientare lo spettatore e di attirarlo in un vortice allucinatorio in cui le storie si susseguono senza tregua tra visioni, incubi, corpi smembrati, zombie e suicidi, appanna la visione, compresa quella dei limiti tecnici. Così l'incubo si impossessa poco a poco di chi lo vive, senza calcare troppo la mano nel sangue e nella violenza, fatta eccezione per Le avventure di Gordon Pym di Giovanni Pianigiani e Bruno di Marcello,  che con la sua breve scena di cannibalismo ha portato la Commissione di Revisione Cinematografica ad assegnare al film il divieto di visione ai minori di 18 anni. Un riconoscimento di non poco conto, visto che è stato negato ai film horror più cruenti dell'ultima stagione cinematografica, e che ha fatto schizzare P.O.E. al primo posto tra i film più terrificanti e disturbanti dell'anno.

 

I cortometraggi presentati in sala:

Il giocatore di scacchi di Maelzel – Domiziano Cristopharo
Le avventure di Gordon Pym – Giovanni Pianigiani e Bruno di Marcello
Il gatto nero – Paolo Gaudio
La sfinge – Alessandro Giordani
L’uomo della folla – Paolo Fazzini
Silenzio – Fratelli Capasso
La verità sul caso Valdemar – Edo Tagliavini
Canto – Yumiko Sakura Itou
 

 Regia: Domiziano Cristopharo, Giovanni Pianigiani e Bruno di Marcello, Paolo Gaudio, Alessandro Giordani, Paolo Fazzini, Fratelli Capasso, Edo Tagliavini, Yumiko Sakura Itou

Interpreti: Luca Canonici, Angelo Campus, Laura Gigante, Mariano Aprea, Marco Borromei, Gianluca Russo, Lorenzo Semorile, Dario Biancone, Sara Cennamo, Alessandro Garavini, Gerardo Lamattina
Origine: ?Italia 2011
Distribuzione: Distribuzione indipendente
Durata: 80'

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