POLEMICHE – Che succede al Premio Solinas? Un sasso lanciato contro il cinema italiano…

Il PremioSolinas esiste da una ventina d’anni, Sentieri selvaggi lo conosce bene e da sempre ne diffonde comunicati e bandi di concorsi. Stimiamo e apprezziamo, come tutti del resto, la serietà di questo premio, e dei suoi organizzatori, Francesca Solinas in primis. Ma non possiamo non trovare, giornalisticamente, interessante e, forse, inquietante, il dibattito che  – letteralmente – è esploso sul Forum del sito del Solinas.

Due questioni, almeno: cosa significa la trasparenza e correttezza nell’era dei “feedback” e della rete? E’ possibile immaginare una sorta di “deontologia” che impedisca la moltiplicazione delle cariche che costituisce il vero “conflitto di interesse” del nostro cinema e del nostro Paese?

Il dibattito è aperto. Gli insulti non sono graditi…

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Una lunga mail arriva in redazione, in un caldo pomeriggio d’autunno romano e, con ampia descrizione e ricchezza di dettagli, lancia delle accuse pesantissime sul più importante Premio di sceneggiatura italiano, e forse – finora – il più autorevole e “indipendente” Premio di Cinema nazionale, il Solinas.

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Il PremioSolinas esiste da una ventina d’anni, Sentieri selvaggi lo conosce bene e da sempre ne diffonde comunicati e bandi di concorsi, ci scambiamo amichevolmente i link in un ambito di cordiale stima e simpatia.  Diciamo subito questo per scacciare immediatamente qualsiasi possibile sospetto di un qualche interesse o antipatia di Sentieri per il Solinas. Al contrario. Stimiamo e apprezziamo, come tutti del resto, la serietà di questo premio, e dei suoi organizzatori, Francesca Solinas in primis.

Detto questo non possiamo non trovare, giornalisticamente, interessante e, forse, inquietante, il dibattito che  – letteralmente – è esploso sul Forum del sito del Solinas.

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L’accusa è molto grave, e parte da una sostanziale presunta “scorrettezza” dell’organizzazione del Premio di quest’anno, rea secondo gli accusatori di non rispettare realmente l’anonimato richiesto nel bando, a una più generale “eccessiva” presenza di persone che hanno a che fare con la Fandango nelle giurie e tra i finalisti del Premio, fino ad ipotizzare un “conflitto di interessi “ tra la Casa di Produzione di Domenico Procacci e il Premio Solinas.

 

La lettura del lungo dibattito, ancora in corso, è piuttosto inquietante. Non tanto per le pesanti accuse che, più o meno anonimi frequentatori del forum e presumibili partecipanti al Concorso, lanciano contro gli organizzatori del Solinas e la Fandango, quanto per le forme che queste stesse accuse prendono nel web, e di come sia sostanzialmente inadeguata la risposta dell’amministratore del Forum, che scivola nella polemica e nella gara agli insulti tipica dei Forum.

 

Due problemi in uno, insomma:

 

da una parte che cosa significa la trasparenza e correttezza nell’era dei “feedback” e della rete. Puo’ costituire un’accusa di conflitto di interesse l’avere degli amici su Facebook o Myspace?

Se uno ha collaborato con una casa di Produzione che oggi è immersa a 360 gradi in tutto ciò che si muove nel cinema italiano deve star fuori da qualsiasi “concorso ufficiale”?

E, come ha scritto un utente del Forum (citando Montanelli), è vero che “Una volta è un caso, due una coincidenza, tre sono una prova” (poteva anche citare l’Andreotti di “a pensare male ci si azzecca quasi sempre”…)? 

 

Dall’altra il problema, più generale del “conflitto di interessi”, così diffuso nel nostro paese da risultare quasi “innocuo” in un caso come questo. Ma, pur convinti della sostanziale innocenza alle accuse lanciate agli organizzatori del Solinas, che forse sono rei di una “colpevolezza involontaria” (come si compone oggi una giuria che sia assolutamente imparziale e al di sopra delle parti? Come si puo’ evitare che la propria reputazione e serietà venga messa in discussione dalla somma di “coincidenze”?), questo dibattito è interessante perché – finalmente e chissà, magari nel posto più innocuo… – prova a lanciare un sasso sul malcostume del cinema italiano, dove tutti sono dappertutto, gli intrecci di poltrone e poltroncine sono pazzeschi e nessuno si sogna mai di abbandonare una carica per evitare il conflitto con un’altra.

Vogliamo parlare di chi lavora con Festival e case di Produzione? Di chi dirige giornali monopolistici di fatto ed è responsabile di Festival di Cinema di importanza nazionale?

E, se per un “piccolo premio” (in termini economici, ovviamente, non di prestigio) come il Solinas si scatena questo caos, che cosa avviene nei meandri dei Ministeri che decidono l’assegnazione dei ben più sostanziosi contributi al cinema italiano?

 

Ecco, forse al di là di questa polemica autunnale, e del suo effettivo riscontro (davvero la Fandango ha interesse a monopolizzare il Solinas? Oltre l’evidente legame con giurati e finalisti, qualcuno ci aiuta a capire dove sarebbe il vantaggio? Nei 15 punti che il Ministero assegna ai vincitori? Oppure qualcuno vuole accusare la casa di produzione romana di essere una sorta di “piovra” con ramificazioni in tutti gli ambiti del cinema?), non sarebbe il caso di sostenere una sorta di “deontologia” che impedisca la moltiplicazione delle cariche, che impedisca a chi dirige un festival di dirigere anche un giornale specializzato in cinema, che impedisca la creazione di lobby di interesse atte a intervenire politicamente sulle strutture del cinema italiano (che altro è stato il “gioco al massacro” nei confronti della Mostra di Marco Muller, che indiscutibilmente ha realizzato le migliori edizioni degli ultimi 20 anni del Festival, da parte di chi ha interesse verso altre…direzioni?)?

 

E allora, se questo stralunato dibattito, pieno di insulti reciproci e inutili vittimismi (possibile che non si riesca a discutere civilmente in questo Paese?), riuscisse a scoperchiare il masso pesante che da anni ricopre il cinema italiano, sarebbe davvero benvenuto. Ma non per il Solinas, che non avrebbe grossi vantaggi a farsi “militarizzare” da qualcuno, ma per l’intero “sistema cinema” nazionale.

 

In attesa che qualcuno lanci un V-day per il cinema italiano…

 

 

PS: Abbiamo chiesto sia agli organizzatori del Solinas che alla Fandango di intervenire pubblicamente nel dibattito. Inoltre abbiamo chiesto a "R.B." di non essere anonimo e di manifestarsi pubblicamente.

Ci ha risposto: " "Se firmassi la mail non riuscirei più a lavorare nell'ambiente".
Francamente riteniamo più grave questa accusa che non tutto il dibattito in corso…
ma questa è un'altra storia, per dirla alla BillyWilder….

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