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Polvo serán. Polvere di stelle, di Carlos Marques-Marcet

Si astrae dai suoi omologhi, affrontando il suicidio assistito da una prospettiva non etica, ma drammaturgica. E solo le scene oniriche ne depotenziano in parte i discorsi.

Per i due protagonisti di Polvo serán. Polvere di stelle, la contemplazione di un’esistenza che non abbia nella simbiosi assoluta il suo centro propulsivo, non rientra minimamente nei loro schemi di pensiero. Tutto, ai loro occhi, passa per il legame che li unisce, anche ciò che non si può controllare e che appartiene, se vogliamo, all’orizzonte inintelligibile del destino. Perché il loro rapporto è più di una “semplice” complicità tra coniugi: è la linfa che gli scorre nelle vene, la ragione stessa che li spinge a vivere. Anche – e forse soprattutto – quando il punto terminale dell’esistenza di uno dei due personaggi sta per arrivare, prematuramente, a compimento a causa della comparsa improvvisa di una malattia dagli effetti irreversibili, che nel contesto di un rapporto simbiotico, non estende il suo richiamo mortifero solamente a colei che ne subisce fisicamente il decorso, ma anche al marito: da intendere come riflesso e specchio dell’eredità, della vita e delle sofferenze più recondite della moglie.

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Claudia (Àngela Molina) e Flavio (Alfredo Castro) sono due esponenti di spicco del teatro spagnolo: la loro esistenza è sempre stata assorbita dall’estasi artistica, dalla necessità di approcciarsi alla vita attraverso le maglie della performance. Ma nel corso della messinscena di Medea, l’attrice scopre di avere un malattia terminale, che le lascerebbe pochi di mesi da vivere, prima di abbandonare il marito. Ma Flavio, data la natura totalizzante del rapporto che li lega, sia nelle pareti della loro abitazione sia sul quel palcoscenico dove l’ha diretta per così tanti anni, non sopporta l’idea di trascorrere la vita senza la presenza di Claudia. Per questo già nell’incipit di Polvo serán decide di compiere, insieme a lei, un doppio suicidio assistito, da perpetrare in una clinica Svizzera all’insaputa dei tre figli, su cui ricadranno le conseguenze più drammatiche della (sofferta) decisione.

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Ed è proprio qui, a partire da questa estensione delle scelte personali ai legami primari dei protagonisti, che il film di Carlos Marques-Marcet costruisce un argine rispetto a tante narrazioni omologhe incentrate sul tema dell’eutanasia o del suicidio assistito. A differenza di molte opere “gemellari”, questo Polvo serán. Polvere di stelle si astrae da qualsiasi attitudine moraleggiante o di stampo perlopiù etico, per indagare il fenomeno da una prospettiva puramente drammaturgica. Quello che conta, sembrerebbe ora suggerire il cineasta spagnolo, sono i sentimenti dei due coniugi, l’afasia a cui sono andati incontro nel momento in cui il malanno è entrato nelle loro vite, e lo sforzo quasi deflagrante con cui si accingono ad abbatterla: tanto da individuare nella complicità inossidabile che li unisce tutto l’universo sentimentale che si portano dietro ormai da decadi, compresa la sofferenza, i turbamenti e i dubbi che si trovano ad esperire, ogni qualvolta pensano alle ricadute che le loro decisioni genereranno sui figli.

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Più Polvo serán. Polvere di stelle si inabissa nell’intimità dei due protagonisti, maggiore è lo spessore che restituisce alla sua storia, nonché al “sacrificio” di Claudia e Flavio. I problemi, semmai, emergono nei momenti più apertamente onirici del racconto, dove le strategie del musical – diversamente da quel che abbiamo di recente visto in Joker: Folie à Deux – sono sì funzionali a materializzare il conflitto interno dei personaggi, ma danno vita a sequenze fin troppo patinate ed inebrianti, che cozzano almeno in parte con i registri naturalisti del film. Ma anche se Marques-Marcet lo comprende con un certo ritardo, è pur vero che Polvo serán riesce comunque a portare la storia lontano dal sensazionalismo sotto cui spesso soccombono i suoi omologhi, per lasciarci (e lasciarsi) l’immagine di un sentimento d’amore davvero trascinante, che malgrado sia declinato in un contesto estremo, non appare mai veramente pretestuoso né disarmonico.

 

Titolo originale: Polvo Serán 
Regia: Carlos Marques-Marcet
Interpreti: Ángela Molina, Alfredo Castro, Mònica Almirall, Patrícia Bargalló, Alván Prado, Manuela Biedermann, Emma Corbacho, Pol Garibaldi Gris, Nicolás Fuentes, Irene Ta, Valeria Scheilen, Lissy Pernthaler


Distribuzione: Movies Inspired

Durata: 106′
Origine: Spagna, Italia, Svizzera 2024

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
3.5
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Il voto dei lettori
4 (1 voto)

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