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Pordenone Docs Fest 2026: Il programma

L’edizione di quest’anno del festival del cinema del reale si propone di spiegarci il caos del mondo, dal 25 al 29 marzo 2026, ospiti Ivan Ramljak, Mehrdad Oskoue e Nicole Scherg

Come raccontare l’oggi? Viviamo immersi in un flusso continuo d’immagini che rivendicano una presunta immediatezza ma che, proprio per la loro sovrabbondanza, rischiano di produrre assuefazione e perdita di senso. In un’epoca di sovraesposizione visiva, Pordenone Docs Fest ritorna la 19° dal 25 al 29 marzo al Cinemazero, per contestualizzare queste immagini, restituirne complessità e profondità.

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La nuova sezione Different Perspectives promuove una riflessione sul presente, per uscire dalla desensibilizzazione della rappresentazione visiva, cogliendo gli aspetti più umani del cinema documentario attraverso diverse anteprime nazionali. Tra i film della sezione Peacemaker di Ivan Ramljak, che sarà ospite del Festival, il documentario ricostruisce la storia di Josip Reihl Kir, capo di polizia croato. Nel 1991, con lo scoppiare della guerra, ci furono numerose tensioni e tentativi di violenza al confine tra la Croazia e la Serbia; Josip Reihl Kir tentò di mantenere un dialogo tra i due fronti e riuscì a riportare la pace con iniziative non violente. Una figura che ci parla dell’oggi, specie in quei territori, i Balcani, dove è ritornata la pace, ma non sono cessati gli estremismi politici.

Una delle opere più attese del Festival è Fox Under a Pink di Moondi Mehrdad Oskouei, film vincitore dell’IDFA di Amsterdam, che mette in scena il diario visivo dell’artista afgana Soraya in Iran, che riprende con il suo smartphone le strade di Teheran tra paura, desiderio di cambiare la società e repressione di un regime brutale. L’arte diventa la risposta per autodeterminarsi e un grido di speranza. Il regista e la protagonista saranno ospiti del Festival.

The Longer You Bleed di Ewan Waddell investiga il rapporto tra immagini di guerra e social media, visto con gli occhi di giovani ucraini su Instagram. Viviamo in un mondo dove la rappresentazione del dolore è sempre intorno a noi.
Wise Woman di Nicole Scherg è un racconto che parla di donne e di nascite, passando per diversi Paesi, Etiopia, Brasile e Austria, narrandoci le storie di cinque ostetriche.
Confessions of Mole è invece uno spaccato inedito della Cina della regista cinese Mo Tan (che tra l’altro è la protagonista dei banner del festival), mentre 32 Meter, produzione turco-iraniana, racconta un torneo di tiro al bersaglio tutto al femminile, per abbattere gli stereotipi di genere e cambiare la Turchia di Erdogan.

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Il festival ha anche una serie di eventi Industry; un momento centrale sarà il panel dedicato alla didattica del documentario, che metterà a confronto le migliori pratiche italiane ed europee per integrare il documentario nei curricula scolastici. Un altro momento Industry molto importante è dedicato ai talenti emergenti del Nord Est e dell’area balcanica, realizzato in sinergia con Lago Film Fest, CNA Cinema Audiovisivo Friuli Venezia Giulia e Veneto, in collaborazione con il Fondo per l’Audiovisivo del Friuli Venezia Giulia. Il percorso, che include tutoring, pitching e mentoring internazionale con distribuzioni prestigiose, si conferma come una piattaforma di sviluppo e networking a forte vocazione internazionale, mettendo in dialogo giovani filmmaker con professionisti, decision maker e realtà produttive europee. I film selezionati verranno proiettati al Lago Film Fest.

Il 19° Pordenone Docs Fest viene presentata dal curatore Riccardo Costantini: “Oggi più che mai serve una narrazione capace di analizzare la realtà con precisione e profondità. Il grande documentario contemporaneo può contrastare l’anestesia dello sguardo, offrendo prospettive che rimettano al centro le scelte individuali e la responsabilità umana”.

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Per tutte le informazioni sul Festival qui.

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