Possession – L’appartamento del diavolo, di Albert Pintó

Grande successo al botteghino in Spagna con buona probabilità di consacrazione anche in Italia. Tratto da racconti e fatti di cronaca degli anni ’70, si tratta dell’ennesima casa infestata

Sarebbe dovuto arrivare in sala ad ottobre scorso, l’horror/thriller di uno dei più apprezzati registi spagnoli di cinema di genere, all’esordio sui nostri schermi. Grande successo al botteghino nel Paese di origine con buona probabilità di consacrazione anche in Italia. Tratto da racconti e fatti di cronaca degli anni ’70, si tratta dell’ennesima casa infestata, proprio in uno dei quartieri di Madrid, appunto, Malasaña. Un’umile famiglia si trasferisce nella grande città per cambiare vita e poter costruire un futuro più roseo. Compra un appartamento al quarto piano ma già appena insediata si sente circondata da oscure presenze che andranno inizialmente a molestare il più piccolo, Rafael. Gli eventi demoniaci si susseguono incessantemente fino a portare all’esasperazione e al crollo psicologico tutti i componenti della mal capitata famiglia.

Voci, rumori, apparizioni, corpi posseduti, lievitazioni, tutti gli ingredienti del caso, utilizzati senza dubbio con maestria e cognizione di causa, con effetti riusciti e sicuramente convincenti. Poi non si può fare a meno di pescare la citazione di turno, voluta o non voluta, ma per forza di cose inevitabile quando si naviga nel marasma del soprannaturale. Non si può fare a meno di ritrovarsi alle spalle Tobe Hooper e il suo Poltergeist – Demoniache presenze, proprio quando avviene la sparizione del piccolo Rafael dopo aver comunicato con il televisore “posseduto”. E non si può fare a meno di scomodare Friedkin o anche Michael Chaves con il suo The Conjuring. Senza contare la sedia a dondolo su chi siede la presenza maligna, madre impagliata di buona parte delle nostre paure. Certo che la paura stavolta non risparmia neanche una famiglia già in difficoltà economiche che cerca faticosamente un riscatto. Tutto il contrario della canonica famiglia spensierata e felice, protagonista del consueto horror che prima o poi incappa nel più terrificante degli incubi. Del resto eventi improvvisi ed inaspettati, come i reiterati “jump scares” utilizzati dal regista spagnolo, non badano allo status sociale dei protagonisti della storia, specie se la materia in questione deve far sobbalzare, nonostante forzature evidenti di sceneggiatura (su tutte, l’inspiegabile capacità di ritornare alle abitudini quotidiane, nonostante la scomparsa di Rafael…) che avrebbero potuto compromettere tutto sommato un’evidente riuscita dell’opera.

 

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BORSE DI STUDIO IN SCENEGGIATURA, CRITICA, FILMMAKING – SCUOLA DI CINEMA SENTIERI SELVAGGI


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Titolo originale: Malasaña 32
Regia: Albert Pintó
Interpreti: Begoña Vargas, Sergio Castellanos, José Luis De Madariaga, Concha Velasco, María Ballesteros
Distribuzione: Lucky Red
Durata: 104’
Origine: Spagna, 2020

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
3

Il voto al film è a cura di Simone Emiliani

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