Postmodernissimo – Quattro incontri dedicati a Béla Tarr

Io non mi sono mai ritenuto un regista: pensavo che la mia unica missione fosse cambiare il mondo. 

Con la proiezione di Nido di Famiglia (1979) e Hotel Magnezit (1978), introdotta da Cecilia Ermini, ha preso il via ieri sera, al cinema Postmodernissimo di Perugia, il ciclo di serate dedicate a Béla Tarr.

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La rassegna prosegue con:

Lunedì 27 gennaio, ore 21:30
Perdizione (KÁRHOZAT), B/N, VOST/ Durata 116 min/Ungheria/1987
Karrer vive già da anni come tagliato fuori dal mondo, lontano da tutto. Passa il suo tempo osservando le benne della teleferica che si allontanano all’orizzonte, o vagabondando senza meta, sotto una pioggia incessante, per chiudere invariabilmente le sue giornate, qualunque sia la direzione presa la mattina, nella medesima taverna. Un giorno decide di coinvolgere nei suoi loschi affari il marito della cantante del Bar Titanic, per poter così avvicinare la giovane donna. Riesce ad allontanare l’uomo per qualche giorno, con la complicità di Willarsky, suo amico e proprietario del bar. Gli slanci affettivi mutevoli che caratterizzano i rapporti tra questi quattro personaggi indissolubilmente legati gli uni agli altri dai loro interessi e sentimenti, provocano tra di essi conflitti e ravvicinamenti disperati.

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Introduzione critica a cura di Andrea Pastor

Lunedì 3 febbraio, ore 21.00

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Le armonie di Werckmeister (WERKMEISTER HÁRMONIÁK), B/N, VOST/ durata 145 min/Ungheria/ 2000.
Nella piazza di un paesino della pianura ungherese, una notte, si installa un camion che trasporta, come attrazione da fiera, il corpo impagliato di un’enorme balena. La accompagna, insieme all’imbonitore, uno strano essere – chiamato il Principe – che presto profetizzerà fine e distruzione. Il giovane postino János assiste impotente al disfacimento dello stato civile e ad un’ondata di immotivata violenza partita dagli stessi abitanti del luogo.

Introduzione critica a cura di Luis Fulvio Baglivi

lunedì 10 febbraio, ore 21.00:

Il Cavallo di Torino (A TORINÓI LÓ), B/N, VOST/ durata 149 min/ Ungheria, Francia, Germania, Svizzera/2011.
Liberamente ispirato a un episodio che ha segnato la fine della carriera del filosofo Friedrich Nietzsche. Il 3 gennaio 1889, in piazza Alberto a Torino, Nietzsche si gettò, piangendo, al collo di un cavallo brutalizzato dal suo cocchiere, poi perse conoscenza. Dopo questo episodio, che costituisce il prologo del film, il filosofo non scrisse più e sprofondò nella follia e nel mutismo. Su queste basi, The Turin Horse racconta la storia del cocchiere, di sua figlia e del cavallo, in un’atmosfera di grande povertà che anticipa la fine del mondo.

Introduzione critica a cura di Sergio Sozzo

Nel Foyer, per tutta la durata della rassegna, sarà proiettato Satantango.