Poveri ma ricchi, di Fausto Brizzi

Direttamente da Torre Secca, microscopico borgo dalla Prenestina più profonda, tra supplì, mozzarelle di bufala e i dischi di Al Bano, i “ruspanti” Tucci arrivano a Milano sulle ali dell’entusiasmo di una vincita milionaria alla lotteria. Abituati ad una vita genuina fatta di privazioni e stenti, la stramba famigliola allargata (la nonna scorbutica fanatica di fiction e lo zio perito agrario e sognatore, non possono certo essere lasciati indietro) si ritrova a sfogare la loro trascinante naïveté da nuovi ricchi nello sfarzo di gallerie d’arte, apericena e attici di condomini esclusivi. Nell’affrontare la prova del remake del film francese da incasso (un fenomeno produttivo italiano che potrebbe benissimo essere considerato un vero e proprio genere) Fausto Brizzi trasforma il successo Les Tuche in Poveri ma ricchi, un film dallo spirito assolutamente italiano, ritrovando anche la vena comica degli script dei suoi cinepanettoni.

Nella caratterizzazione assurda ed esasperata dei suoi ricchissimi bifolchi, tra cui primeggia un meraviglioso Christian De Sica, Brizzi trova finalmente una libertà narrativa compiuta, gravida di sequenza non originali ma esilaranti (la scena dell’esposizione di arte contemporanea, omaggio alle Vacanze intelligenti di Alberto Sordi) e di intuizioni efficaci (la gestione dei cammei, specie quello di Al Bano, è più da comedy americana alla Sandler che da prodotto nostrano).  A differenza delle sue pellicole precedenti, Brizzi ha, inoltre, la fortuna di mettere insieme un cast di attori di solida formazione comica, interpreti davvero a proprio agio con le iperboli grottesche della storia. Questa volta, infatti, oltre al già citato De Sica, all’interno della storia hanno uno spazio definito e un forza decisa anche Lucia Ocone, Anna Mazzamauro e Enrico Brignano, in un alternarsi dei ruoli che annulla costantemente, a ogni gag, a ogni battuta, le differenze tra il comico e la spalla.

Al di là dei tiepidi tentativi di satira sociale, per quanto riusciti, che arricchiscono la trama, un esempio è l’interessante de-mitizzazione di Milano, è evidente che la farsa sia il terreno ideale per la coppia Brizzi e Martani. Ne è la dimostrazione anche l’esito della storyline sentimentale tra Brignano e la cantante Lodovica Comello. Non solo per la nostra impossibilità a trovare davvero credibile il comico romano come eroe romantico, un ruolo che, inspiegabilmente, è chiamato a rivestire troppo spesso, ma questa sotto-trama ci appare chiaramente superfluo, ostentando tutto il proprio, chiaro, dislivello qualitativo rispetto il resto del film. Speriamo  che i buoni risultati dei momenti migliori di Poveri ma ricchi siano gli inizi di una nuova fase per il regista romano, pronto a rimettere, novello Neri Parenti, De Sica al centro del proprio cinema, il posto ideale per entrambi.

 

Regia: Fausto Brizzi

Interpreti: Christian De Sica, Enrico Brignano, Lucia Ocone, Anna Mazzamauro, Lodovica Comello

Distribuzione: Warner Bros. Pictures

Durata: 90′

Origine: Italia 2016