"Preferisco Anthony Mann". SentieriSelvaggi incontra WALTER HILL


Nel corso dell'incontro allo scorso Festival di Roma con la redazione di Sentieri SelvaggiWalter Hill risponde alla nostra domanda sul confronto con questa "nuova generazione" di autori di neonoir metropolitani che lo lo va fastidiosamente evocando a destra e a manca

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Bullet to the head è probabilmente tra le altre cose anche una "discesa in campo" di Hill (e che in un sol colpo il campo lo sgombra del tutto, va da sé) sulla scena degli asettici neonoir metropolitani che in qualche modo lo vanno fastidiosamente evocando a destra e a manca: non solo, ovviamente, Drive, ma anche l'ultimo Dominik, per dire. E allora, nel corso dell'incontro con la redazione di Sentieri Selvaggi all'ultimo Festival di Roma del novembre scorso, Walter Hill risponde alla nostra domanda proprio sul confronto con questa "nuova generazione" che non sa nemmanco torturare alla svelta Christian Slater per fargli sputare il rospo senza fronzoli (bad storytelling, lo chiama Hill), davvero con l'unica risposta possibile da parte di un Maestro come lui: "preferisco Anthony Mann".

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