Presto farà giorno. Incontro con Giuseppe Ferlito e il cast

giuseppe ferlitoDopo la proiezione di Presto farà giorno si è tenuto l’incontro con il regista Giuseppe Ferlito, il produttore Mauro Castellini e gli attori Ami Codovini, Valerio Morigi, Ludovico Fremont, Gianfranco De Angelis, Matilde Piana, Federica Sarno, Nathalie Rapti Gomez, Chiara Caselli. Il film uscirà il 20 marzo in 50 copie.

 

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Questo è un complicato film di genere. Giuseppe Ferlito, come sei riuscito a dare un equilibrio alla storia?

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Giuseppe Ferlito: Ho voluto, senza prendere posizione, raccontare come ci si possa sentire isolati e come il contatto con gli altri possa farci cambiare radicalmente. La protagonista affronta un’evoluzione interiore grazie a persone con cui non pensava di avere niente in comune.

 

 

I personaggi presentano tutti una forte ambiguità in una cornice claustrofobica. Come hanno lavorato gli attori sul loro personaggio?

Ami Codovini: Mary si confronta di continuo con diverse realtà. Ogni personaggio che incontra contribuisce alla sua crescita; in Nina per esempio trova quella figura materna che nella madre non riesce a vedere. Nel mio personaggio più che ambiguità riscontro una forte fragilità: non sa che direzione prendere e si affida al ragazzo, Loris, forse perché nella vita le manca una figura maschile.

Valerio Morigi: Il mio personaggio, Loris, non è ambiguo: ha le idee molto chiare e per lui è prioritaria l’autoaffermazione per riscattarsi. Affronta un processo di redenzione. Tutti i personaggi inizialmente prendono delle scelte sbagliate; lui sbaglia fino alla fine.

Ludovico Fremont: Il mio personaggio a un certo punto si trova di fronte a un bivio fra professione e amicizia. La vita è fatta quotidianamente di bivi. Seneca afferma che un uomo virtuoso deve fronteggiare sfide ogni giorno per mettere in pratica le sue virtù. Trovo che questo sia un film coraggioso che racconta senza perbenismi una certa realtà.

Federica Sarno: Io ho lavorato molto sul mio personaggio, una borderline, per non cadere nella pantomima. Valentina è una ragazza decisamente fragile che si nasconde dietro modi prepotenti. Spero di esserne stata all’altezza.

Nathalie Rapti Gomez: Io non sono mai andata da psicologi; temo che possano manipolare il paziente. Per questo mi sono voluta testare col personaggio di una psicologa: per capire cosa si provi.

Matilde Piana: Intanto voglio dire che Giuseppe riesce a instaurare un clima di fiducia e tranquillità. Il mio personaggio è quello di una donna “finita”, che ha fatto una scelta di non ritorno, dando alla sua vita un taglio fortissimo. Aiuta Mary, che a sua volta le regala la possibilità di un ultimo contatto col padre, che ha così tanto determinato la sua vita.

Chiara Caselli: Giuseppe è veramente una persona con un cuore bello, e come sempre i film assomigliano al regista: per questo Presto farà giorno dimostra mancanza di giudizio e un vero rispetto. Il mio personaggio è quello di una madre che ha cresciuto la figlia da sola e manda avanti la casa anche economicamente. Può succedere che quando sei adolescente gli occhi dei tuoi genitori non ti vedano più per ciò che stai diventando.

Gianfranco De Angelis: Io interpreto il medico che ha in cura la protagonista. Giuseppe mi ha fatto sentire a mio agio, e fra noi è nata un’amicizia. Il mio personaggio facendo il suo lavoro con passione va incontro a dei rischi.

 

 

ami codovini in presto farà giornoPerché una ragazza che non ha nessun problema mentale ma è semplicemente tossicodipendente viene rinchiusa in un posto con persone disturbate?

Giuseppe Ferlito: Perché è quello che succede nella realtà. Quando degli adolescenti hanno problemi con la droga vengono mescolati, proprio per evitare ghettizzazioni, con pazienti che hanno altri problemi: anoressia, depressione… Quando avevo vent’anni andavo a trovare dei miei amici che curavano la loro tossicodipendenza in una clinica, e lì conobbi persone con patologie diverse. Un ragazzo che si bruciava la pelle, una donna anoressica che poi si è trasformata nel personaggio di Nina. Tutto questo vissuto evidentemente è entrato nel mio inconscio, e ultimamente sono tornato in quella struttura per documentarmi e fare questo film.

 

 

Qualche informazione sugli aspetti produttivi?

Mauro Castellini: I costi si sono aggirati intorno al milione, e le riprese sono durate cinque settimane. Ma per costruire il film dall’inizio alla fine abbiamo impiegato due anni.

Giuseppe Ferlito: Sono stato molto contento che nel film ci sia un cammeo del regista spagnolo Jordi Mollà, con cui in passato ho collaborato. Il suo ruolo non esisteva ed è stato preparato in una notte.

 

 

E come hai scelto tutto il cast?

Giuseppe Ferlito: Io e il produttore abbiamo cercato attori che rispettassero il più possibile lo script. Talvolta è nato un amore immediato; altre volte c’è stato bisogno di una ricerca più accurata. Comunque sono contentissimo di questa squadra, che ha dato vita ai personaggi che avevo in mente, ognuno con il suo background che gli conferisce più spessore.