Prima di domani, di Ry Russo-Young

Tre pellicole all’attivo, due delle quali presentate al Sundance – Nobody Walks vinse il premio speciale della giuria – e Before I fall (Prima di domani) al Giffoni 2017. Una carriera promettente per Ry Russo-Young, classe ’81, e un cognome che già esplicita le priorità narrative. Un nuovo arrivo nell’immensa scuderia young-adult, un genere che negl’ultimi anni ha inciampato in declinazioni più o meno fortunate del più classico impedimento shakespeariano. Tracce di malattia inguaribile, Colpa delle stelle, alcolismo gif critica 2precoce chiaramente accompagnato da sfortune familiari, The Spectacular Now, e la catena arrugginita del post-apocalittico romantico che non sa dove calare gli assi per vincere lo spaesamento del multi-narrativo (Hunger Games, Divergent). La Russo-Young si cimenta con il best-seller E finalmente ti dirò addio, edito nel 2011, e con il tentativo, già letterario, di traslare il loop, meccanismo onnipresente per chiunque possegga uno schermo, su un piano esistenziale. Sam frequenta l’ultimo anno di liceo. Ha tre migliori amiche, un ragazzo e una certa intolleranza per la famiglia; non esattamente un’ape regina, lo sciame è capeggiato dalla biondissima Lindsay, eppure incline al bullismo, vedi Juliet, e all’indifferenza verso il nerd di turno. Tutto cambia quando la mattina dopo la festa di San Valentino scopre di dover rivivere le stesse 24 ore.

Se in The Butterfly Effect qualsiasi deviazione dalla retta, se così vogliamo considerare il tempo, garantiva uno stravolgimento immediato, qui ci troviamo nel settore Source Code, sebbene il protagonista non disponesse di più di una manciata di minuti per risolvere il caso. Se è vero che il giorno in questione non regala l’alba successiva, è anche vero che la definizione di Sam rimane incerta. Siamo in una serie, ammettiamolo non potenzialmente Netflix, compressa in poco più di 90 minuti e incartata con un certo garbo. Eppure il prima-di-domani-filmparallelo con Tredici è lampante: il corpo della ragazza oscilla tra esistenze non ancora dispiegate, finite o definite. Gioca un ruolo fondamentale la compattezza dell’io, costruzione sempre in divenire, è chiaro, ma incrinata dai pochi anni accumulati. Sam deve smettere i panni consueti, varie vesti abbinate alle personalità altrui, e scovare la segmentazione di quella retta. Per quanto le spinte vendicative siano taciute, il prestito maggiore di Prima di Domani è il Ghost del ’99. Sarà un caso che i due protagonisti condividano il nome? Mentre nel secondo l’accidente è strumento di ricongiunzione con l’amore perduto, nel primo è proprio l’evento della caduta ad aver deragliato dal binario temporale e Sam ha il dovere di ripiazzarsi sul tracciato di predestinazione.

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Titolo originale: Before I fall
Regia: Ry Russo-Young
Interpreti: Zoey Deutch, Halston Sage, Logan Miller, Elena Kampourish, Kian Lawley, Medalion Rahimi, Cynthy Wu, Erica Tremblay, Liv Hewson, Diego Boneta, Jennifer Beals, Nicholas Lea

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Origine: USA, 2017
Distribuzione: Eagle Pictures
Durata: 98′