Prisonsex: dialogo tra tre monadi libere ospiti in un solo idiota

Tre figure si riuniscono dopo tanto tempo in una baita di fegato in una piovosa sera d'aprile. Antitetici ma necessari l'uno all'altro in un vortice di pedanteria, materialismo frustrazione per una vita ormai passata. Dimenticavamo di dirvi che la baia di fegato si trova all'altro mondo…

di Emiliano Manzillo

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Vissorionovic: "In certi film, le donne si prendono ciò che loro spetta: non si parla dei tristi giorni davanti all'oceano in Lezioni di piano, ma della donna forte, ambigua e distruttrice di Basic Instinct o de Il quarto uomo di Verhoeven: Sharon, bellissima e raggiungibilissima, così spietatamente troia da farci perdere la testa, da ispirarci compassione per il povero Michael, prigioniero del suo gioco in cui uomini e donne cadono in una rete come fossero anguille del Garigliano. Lo schermo ci dota di un occhio in più, e noi spiamo la fine che farà il detective a ragione sospettoso… La Stone lo anticipa in ogni occasione, è lei a comandare, è lei a sfidarlo e sarà lei a vincere… versione ancor più cinica della Southendijk ne Il quarto uomo."


Azazello: "E' stata l'ultima mangiauomini a rendersi famosa a livello planetario in un ruolo vecchio come il cinema, e non solo per gambe accavallate che per un attimo ci regalano la visione della sua farfallina, ma per il suo essere assassina e indipendente, colpevole e bellissima, ventre che regola l'ossessione ed ingurgita piaceri leciti e non, vincente grazie a quelle doti che condannerebbero le altre comuni femminucce."


Vissorionovic: "L'uomo è in fuga, spogliato in campo sessuale della sua supremazia, che pur conserva negli altri momenti del vissuto: cosa sono questo branco di poliziotti? Una massa di inetti pronti a farsi sconvolgere e manipolare dalla prima donna che è capace di osare di starsene alla pari loro e di giocare al gioco più vecchio del mondo…Chi è questa scrittrice? Nient'altro che una strega verrebbe da pensare… E invece è una donna!"


Stearns: "Non a caso, nel romanzo di G. Reve, Il quarto uomo, testo che ispira l'omonimo film di Verhoeven, sarà solo un omosessuale a riuscire nel non facile intento di svincolarsi dalle malefiche trame della biondina algida ed ipersessuale, dopo essere caduto nelle sue grinfie. Ci sono donne infatti che possono abbattere qualsiasi barriera nei costumi sessuali. E lo stesso vale poi per la legge…"

Domatori e bestie feroci


 


Vissorionovic: "Donne che rappresentano col loro ventre una società magmatica che va affrontata per imporsi. Non economicamente parlando, ma umanamente: la donna è l'altro che ci sfugge, pronto a trincerarsi dietro la propria vita per sfuggirci, costringendoci ad un folle inseguimento anche solo per essere ascoltati. Perciò Banderas si vede costretto a tenere prigioniera in casa Abril: per poter avere tutto il tempo necessario per insegnarle ad amarlo."


Stearns: "Ecco finalmente sugli schermi il mondo come lo vorremmo noi, legato ed incerottato sul letto, sottomesso al nostro desiderio di amore, terrorizzato dalle nostre richieste e dalla sua impotenza, da poter finalmente contemplare e non rincorrere, da poter finalmente sentire in tutta la sua paura, in tutti i suoi umori, in tutti i suoi mugolii, in tutta la sua fragilità. Pronto a doversi inchinare di fronte alla nostra potenza, al vigore delle nostre richieste che esso, volente o nolente dovrà soddisfare, sin quando sarà esso stesso a chiederci di tenerlo legato ed imbavagliato, per amarci, ascoltarci e soddisfarci meglio, sottraendosi ad un iter di cui in fondo non è convinto neanche."


Azazello: "Ma c'è chi non ha voglia di farsi ascoltare per essere accettato, ma semplicemente vuole essere ascoltato e basta, come in The Collector o in Maniac, dove l'uomo, disadattato come pure il Banderas di Legami!, immobilizza le sue donne per sottoporle ad un gioco in cui non sarà la coesistenza o il confronto a vincere, ma quell'accoppiata eros-thanatos, che ci perseguita dai tempi dell'eden, che ritorna in una casa cantoniera nella campagna scozzese ne Lo scambista di Stelling: eppur si dovrebbe fremere quando si vive in completa solitudine da anni, nel vedere una bellissima bionda trentenne, vestita di tutto punto, con tanto di calze di seta e reggicalze, arrivare da noi per sbaglio!"


Vissorionovic: "Eccolo di nuovo… Ma questo che c'entra?"


Stearns: "Ci vuole un anno a van der Woude per avere la donna. Ella gli si concederà solo pochi istanti prima di partire, dopo un anomalo corteggiamento, in cui per amore di essa, un uomo ridotto in condizioni animalesche dalla solitudine ha addirittura ucciso. Proiettiamoci lì: siamo noi ad ospitarla nel silenzio, siamo noi a spiarla dal buco della serratura mentre si cambia; con la scusa di cercare delle coperte, siamo noi a toccarle i piedi dolcemente avvolti nelle calze nere nel freddo della notte, balliamo con lei al suono di una orribile marcetta che esce gracchiante da un grammofono da picnic."


Azazello: "Chissà cosa non le avrei mai potuto dire…"


Stearns: "Ma sì! Riconosciamo la falsità delle parole che si gettano al vento in amore, diventiamo uomini che hanno semplicemente bisogno di un contatto fisico, lupi famelici che non sanno che farsene degli oggetti e che badano alla cruda sostanza. Avvolgiamola allora tra le nostre braccia mentre prepara la marmellata, penetriamola anche noi nella sala scambi, e diciamole addio senza sapere che un anno di silenzio è stato troppo poco per conoscersi, e che stare con lei una sola volta non è stato nulla in confronto a quante notti insonni avremmo passato a letto mentre fuori c'era la nebbia." 


 


Scelte di cazzo…


Non tradirei mai mia moglie…


Il tuo cazzo ti smentisce!


 


Vissorionovic: "In questi film, la relazione tra i sessi è un gioco di inganni, scelte nient'affatto dettate dalla testa (figurarsi il cuore!), una lotta allo sfinimento per il predominio sull'altro, dove i maschi perdono, e dove noi spettatori, non possiamo non giustificare la posizione delle donne, ed augurarci che continuino a farla franca sino in fondo…"


Azazello: "A meno che non si accordino come Cruise e Kidman, consapevoli delle proprie pulsioni, non molto diversi dal resto degli uomini e delle donne, con una canna ed una canottiera, con le gambe sul tavolo di casa o vestiti a festa per schivare la corte pianosequenziale di gentiluomini magiari."


Vissorionovic: "Siamo gelosi o schiavi di regole? Sino a che punto ci possediamo? Chi è più saggio, chi si concede botte di allegria o chi sacrifica la sua vita nel cercare di riassumere in se stesso tutte le tipologie di uomo o di donna che possono interessare e soddisfare il proprio partner?"


Stearns: "Chi vuole un caffè?"


Azazello: "Tu mi ami, ma non è detto che io debba rappresentare tutto il mondo ai tuoi occhi. Altrimenti hai sicuramente problemi d'immaginazione. Se a tutti dici le stesse cose quando godi, ti stai svalutando o sei te nudo?"

Sesso martire


 


Stearns: "Nossignore, il sesso può essere una medicina, ma l'incontro tra i sessi è e deve essere uno scontro. Quale dialogo? Piuttosto che accontentarmi di una semplice scopata mi tengo gli eccessi furibondi di Salò, dove condannato alla fine consumerò i miei ultimi respiri in una orgia di sperma, merda e sangue, sventrando il mio fanciullo preferito, degradandomi definitivamente prima che la storia mi condanni e dopo cinquant'anni mi riabiliti…Non ti ecciti anche tu nell'impiccare una donna non appena tu e questa siate venuti nel mezzo di un'orgia? Sublime perversione, la morte vera dopo quella piccola…"


Azazello: "Inizio di una nuova iniziazione, termine di una esperienza o principio di una nuova, find the spiral to the end and we'll just go where no one's been, esperienze da toccare e sentire nel profondo del culo, e magari vedere con gli occhi di Marika degli Inferni, che con Moenen, dove passa semina morte, grazie al profondo della sua vagina, e al buco nero dell'occhio guercio del compagno, nuovo Lon Chaney tra le ristrette pianure brabantine."


 


Ma guardate fiduciosi al futuro!    


 


Vissorionovic, una sola voce con Stearns: Futuro, Zukunft, Toekomst. E chi il futuro lo vede asessuato? Io sono libero di vederlo nella steppa, vestito come il principe dei mongoli sul suo cavallo migliore (non a caso l'animale simbolo della potenza sessuale da Moana in poi…), pronto a rapire te, dolce fanciulla down che mi aspetti fuori casa reclamando ciò che i tuoi coetanei non si vedono negato, ciò che i panzoni austriaci di Canicola consumano ad ogni ora del giorno, tra cessi, sciaquoni, birra, spogliarelli e vestirelli, silenzi e stupri. Verrò e ti salverò te lo giuro, perchè come un Robin Hood, toglierò ai francesi di Baise-moi e agli olandesi di Blue Movie, per donarlo a te che aspetti ancora di essere accettata non solo nella tua umanità ma soprattutto nella tua prorompente sessualità!!


 


Quando il  mammifero


 


Azazello: "Ogni buco è buono. No, non parlo di anal, ma di luoghi: il sesso esplode sia nella tranquilla provincia austriaca sia nel veneto dilaniato del 1945, sia tra la luce – ombra – buio delle auto di Crash. Chi non vorrebbe essere sulla punta dell'aereo dei primi istanti di Crash per mettere le mani su quel marmoreo culo della Unger, o in quell'auto, per strappare quelle calze che in realtà non bastano a coprire il desiderio di una brunetta che ormai è fuori di sé dal desiderio. O in auto a baciarsi coi maschioni di quel delirio di ferite e protesi fisiche e non, che Cronenberg ricreò per il nostro piacere?"


Stearns: "Ferita vaginoforme della Arquette, risucchiami e insanguinami, dominami solo per me, metallizzami e scontrami, prima che io vada a soffiare lo smalto sulle nervose dita di Anna Galiena, prima che una vera attrice mi doni quattro milioni di vecchie lire ed accolga nelle sue labbra disperate i miei caldi fiotti, prima che essa, scoperto il mio inganno possa denunciarmi alla Gestapo ed osare di farsi possedere laddove un giorno invece dei bambini piangevano la sorte di un prete coraggioso, in un mondo dove combattere l'invasore non era ancora considerato un'oscenità dall'opinione pubblica."


Azazello, con la tacita approvazione di Vissorionovic: "Il cinema fa bene alla mia sessualità? Mi scopre nuovi mondi, nuove perversioni, nuovi costumi, permettendomi di essere ora un gerarca, ora una concubina, ora una setaiola cinese, ora un malato di AIDS, ora un down."


L'Idiota, l'ospite: "Ora Io, ora continuo, sino ad una nuova visione che sfami la mia voglia di corpi che nei miei sensi ridimensionano, e che nelle mie fantasie divengono anche di carne finalmente libera dalla forza di gravità… Ma liberi da che?"


 

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IL NUOVO NUMERO DI SENTIERISELVAGGI21ST #7