"Private", di Saverio Costanzo

Il film racconta le dinamiche di un conflitto perenne osservandone i suoi aspetti più nascosti, intimi; è il particolare che si fa universale, perché, come sappiamo, non solo la storia del film è vera, ma potrebbe essere accaduta un numero infinito di volte, o ancora potrà accadere.

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Il microcosmo di Private è una casa a due piani, in una regione collinare, brulla e anonima. Un paesaggio qualsiasi, che sembra quasi intercambiabile con mille altri. Ma così non è, perché quella casa si trova in una delle zone più tormentate del mondo: la Palestina. In questa casa vive una famiglia palestinese e musulmana, numerosa, padre madre e diversi figli. Una vita tranquilla, senza sussulti, certo con la paura per quello che accade intorno, e che un giorno potrebbe sconvolgere anche loro.

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Il che si verifica quando un gruppo di soldati israeliani fa irruzione nella casa e decide di utilizzarla come avamposto, occupando il piano superiore e lasciando alla famiglia solo la cucina, che diventa una sorta di stanza-prigione.

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Rivelazione dell'ultimo Festival di Locarno (Pardo d'oro), il film di Saverio Costanzo ha l'indubbio pregio di saper raccontare le dinamiche di un conflitto perenne osservandone i suoi aspetti più nascosti, intimi; è il particolare che si fa universale, perché, come sappiamo, non solo la storia del film è vera, ma potrebbe essere accaduta un numero infinito di volte, o ancora potrà accadere. Private trascende ogni forma di commento morale, concentrandosi sulla situazione in sé, sui risvolti psicologici (tremendi) che provoca nei personaggi, nei bambini soprattutto, scrutando volti sempre fermi e risoluti (mai inespressivi), con una fotografia volutamente ed esemplarmente contrastata e sgranata. Uno stile (iper)realista, che fa largo uso della macchina a mano, nel palese tentativo di trascinare lo spettatore all'interno di quella casa, vivendo uno scontro che diventa, poco alla volta, sempre più difficile da sopportare.


E Private lascia emergere, tra le righe, anche un tiepido accenno, nulla più che uno schizzo abortito, alla possibilità di un dialogo, di un incontro tra due culture che spesso sembra non possano venire a patti, anche quando vorrebbero; un residuo di umanità dei soldati, un lampo di condiscendenza della giovane figlia del capofamiglia verso di loro. Poi tutto ritorna com'è, con i soldati che se ne vanno com'erano venuti, la famiglia che cerca ddi riprendere la propria vita, dopo aver difeso pacificamente, risolutamente, la propria casa.


Ma il finale è lancinante; l'ombra della reiterazione spezza all'improvviso la fragile pace che le immagini precedenti avevano suggerito, instillando in chi guarda un'ovvia, terribile domanda: "Quanto durerà ancora?".


 


Regia: Saverio Costanzo


Interpreti: Mohammad Bakri, Lior Miller, Areen Omari, Hend Ayoub, Tomer Russo, Marco Alsaying


Distribuzione: Istituto Luce


Durata: 90'


Origine: Italia, 2004


 


 

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