Psyched Substance, il Rinascimento Psichedelico su YouTube

Il tabù sulle “droghe” sta cadendo, tanto che si parla di Rinascimento Psichedelico (via Euphoria o Dopesick). Ma pochi hanno l’esperienza diretta che può vantare lo youtuber Psyched Substance

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“Usate le mie emozioni come una lezione per non finire negli stessi baratri in cui sono finito io. Fare questi video non mi aiuta, anzi, rende tutto fottutamente più difficile”

 

Adam Psyched Substance nel video The TRUTH about my family leaving & my addictions.

È un mese che il canale Psyched Substance, e quindi il suo animatore Adam, tace su YouTube, quando poi compare un video dall’eloquente titolo My family left me. I was WRONG about psychedelics. Adam è su un sentiero montano, in mezzo a un bosco. Dopo che la sua famiglia lo ha lasciato, è al terzo giorno di astinenza da alcool, stimolanti e oppioidi, per questo ha sfidato sé stesso a scalare una montagna. Discendendo tra larici e felci, Adam sta spiegando come l’astinenza da kratom differisca da quelli di altri oppioidi, quando una pubblicità si sovrappone al video. Una donna soffia in un dispositivo simile a una sigaretta elettronica. Sul display del suo telefono appare una grafica che le indica in che modo il suo corpo sta consumando energia, insieme a dei consigli su cosa mangiare. Lo slogan del prodotto sembra uscito da un romanzo di Philip K. Dick: “Hack your methabolism”.

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Il secolo scorso è stato caratterizzato da improvvise e inedite rivoluzioni e un filo sembra legare sia quelle riguardanti l’immensamente grande sia quelle del minuscolo: la consapevolezza. Non solo quella acquisita ma anche quella persa. Perché tanto più la conoscenza, in primis quella scientifica, è cresciuta, tanto più insopportabili sono divenuti i vuoti non colmati. Ne è nata una corsa furiosa, una guerra totale all’ignoranza il cui unico ferito è stato l’essere spirituale e misterioso dell’uomo. Una conoscenza che nega la sua condanna alla parzialità, e quindi l’esistenza di qualsiasi tipo di mistero, è destinata ad accorgersi troppo tardi di star combattendo sotto lo stesso vessillo del suo nemico. Così, come ci fa notare Edgar Morin in Conoscenza Ignoranza Mistero, la conoscenza si fa campionessa dell’ignoranza.

Accanto a questo processo che continua tutt’oggi, un’altra consapevolezza è cresciuta sempre più: che lo stesso umano è tanto misterioso quanto l’universo di cui fa parte. Per alcuni, il fronte si sposta su quello che J.G. Ballard chiamerebbe lo Spazio Interno. Coloro che hanno deciso di affrontare il tumultuoso mare della coscienza, però, non sono degli argonauti, non hanno l’unica e inevitabile scelta della prima imbarcazione della storia dell’umanità. Al massimo c’è qualche nuovo scafo a motore, come la psicologia, ma, per una volta, non è la novità che crea maggiori diffidenze e paure. Perché l’assunzione di elementi chimici con fini rituali e trascendenti non è nato di certo con la Beat Generation e con gli anni ’60, accompagna l’uomo dall’alba dei tempi, come spiega Ugo Leonzio ne Il volo magico, pionieristica storia delle droghe scritta nel 1969.

Nonostante ciò, piante, funghi, radici, molecole naturali e artificiali di ogni tipo sono state stigmatizzate sotto il dispregiativo di droghe. Lo scopo è chiaro, nascondere sotto il tappeto qualsiasi sostanza in grado di trascinare la mente fuori dalla normalità, fuori dai circuiti comuni del pensiero e, anche e soprattutto, dal circolo consumistico. Ecco perché si possono ascoltare tranquillamente inviti ad hackerare il proprio metabolismo o navigare indisturbati su applicazioni costruite appositamente per generare dipendenza. Mentre i canali di harm reduction vengono falcidiati dalla censura.

L’aria sta però cambiando. Tanto che per molti commentatori siamo entrati in un vero e proprio Rinascimento Psichedelico. L’ostracizzazione che gravava sul tema sta pian piano crollando e sempre più prodotti audiovisivi, anche estremamente popolari (basti pensare a Euphoria e Dopesick, fino al caso Sanpa), cominciano a trattare senza remore, anche se concentrandosi nettamente sui lati negativi della questione. Poche opere, però, possono vantare la schiettezza e l’esperienza diretta del canale YouTube Psyched Substance e del suo animatore Adam, che della parola consapevolezza sembra aver fatto la sua stella polare.

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Uno dei suoi primi video, ormai di sei anni fa e che conta più di sei milioni di visualizzazioni, ha un titolo eloquente: How to LSD | “Harm reduction guide”. In una giocosa ricostruzione di uno studio medico, con un camice bianco indosso, Adam spiega in poco più di otto minuti quali sono secondo lui i passi chiave per assumere la sostanza responsabilmente. Non si è messo davanti alla macchina da presa per convincere gli indecisi ad assumere LSD: “devi essere estremamente consapevole di quale sia il tuo stato mentale nel momento in cui assumi la sostanza (…). A volte, un trip ti può portare a vedere quello di cui hai bisogno, piuttosto di quello che vorresti”. Una circostanza che può aiutare a sfidare i propri demoni come contribuire a soccombergli. Lo sa bene Adam, che in più video afferma come l’idea del canale nasca più dalle proprie esperienze negative che positive e dal desiderio di evitare a più persone possibile esperienze pericolose se non mortali, aiutandole a toccarne i lati positivi, entrambi presenti in massa nel video LSD: Risks vs. rewards.

L’attenzione del canale non si ferma allo psichedelico forse più noto al mondo, raccontato recentemente anche da Netflix nel suo Have a good trip. Psyched Substance affronta sostanze completamente diverse tra loro, da quelle naturali, come cannabis e funghi allucinogeni, a quelle sintetizzate dall’uomo, come DMT e MDMA. I modi sono i più disparati: si passa da talk shows in cui vengono raccontate esperienze passate, reazioni e analisi di scene cinematografiche famose, come Doctor Strange o Paura e delirio a Las Vegas, fino a esperimenti provati sulla propria pelle e simulazioni visive di cosa si prova sotto l’effetto di una determinata sostanza. Si compone così un percorso di scoperte e conoscenze capaci di coinvolgere, informare e intrattenere anche coloro che si credono immuni da qualsiasi alterazione chimica del cervello.

Torniamo, infine, al principio e superiamolo. Perché il video in cui Adam scala la montagna, letterale e metaforica, non è l’ultimo uscito sul canale. Nel video di due settimane fa, The TRUTH about my family leaving & my addictions da una stanza di un bed & breakfast, torna parzialmente sui suoi passi. Racconta della dipendenza dalle anfetamine prescrittegli legalmente per la depressione, del suo scivolare in un’altra dipendenza cercando di abbandonare la prima, dei problemi familiari e di come le sostanze siano diventate il più facile scudo per non affrontare il dolore. Abbandonerà tutto ciò che gli provoca assuefazione, compresa quella più difficile da abbandonare: il caffè. È il suo stesso psicologo a consigliargli però, seguendo recenti studi scientifici, di non abbandonare del tutto gli psichedelici. La fuga, comunque, non è più un’opzione. Non cercherà più di nascondere il dolore. “Sono felice perché questa difficile situazione mi aiuterà a crescere. E so che posso farlo solo quando il disagio di rimanere sé stessi supera la paura di cambiare”.

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