Punto di non ritorno. #JackReacher2, da Lee Child a Edward Zwick

Arriva nelle sale italiane il nuovo capitolo della saga con protagonista il taciturno e duro ex poliziotto militare creato dalla penna di Lee Child. Conosciamo meglio Jack Reacher e il suo universo

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C’è un uomo, è una specie di poliziotto, almeno una volta lo era, per lui non conta la legge, non contano le prove, conta solo quello che è giusto. Lui sa quello che ho fatto. Sa dove sono. E quell’uomo mi ha fatto una promessa, se avessi sbagliato di nuovo sarebbe venuto a cercarmi”. Così James Barr (Joseph Sikora), ex cecchino reduce della seconda guerra del Golfo, tracciava un identikit di Reacher nel primo film Jack Reacher – La prova decisiva (Jack Reacher), diretto nel 2012 da Christopher McQuarrie e tratto dal nono romanzo della saga ideata da Lee Child (titolo originale, One Shot). Sono trascorsi quattro anni e la Universal Pictures, forte del buon successo ottenuto dalla prima pellicola (un incasso di 218 milioni di dollari a fronte di un budget iniziale stimato in 60 milioni), punta decisa sul ritorno nelle sale del “cavaliere metropolitano” che non cerca guai ma che finisce puntualmente per cacciarsi in ogni sorta di situazione pericolosa.

Il film è tratto dal diciottesimo romanzo della serie creata dal pluripremiato giallista Lee Child (pseudonimo di Jim Grant, britannico di Coventry), Never Go Back, pubblicato in Italia con il titolo Punto di non ritorno dalla Longanesi nel 2015. Per questo secondo capitolo alla regia è stato scelto Edward Zwick (Vento di passioni, 1994; Attacco al potere, 1998; L’ultimo samurai, 2003; Blood Diamond – Diamanti di sangue, 2006; Pawn Sacrifice, 2014), che ha curato anche la sceneggiatura insieme a Richard Wenk (I Mercenari 2, The Equalizer) e al fidato collaboratore Marshall Herskovitz (L’ultimo samurai, Amore & altri rimedi). Nei panni del protagonista ritroviamo Tom Cruise, questa volta alle prese con cospirazioni spionistiche, segreti sconvolgenti tra le pieghe del suo passato e accuse di omicidio. Di ritorno dal South Dakota al quartier generale della 110ª unità di polizia militare in Virginia, una sorta di “seconda casa” dove ha preso servizio in passato come maggiore, Jack trova una situazione quanto mai burrascosa: l’attuale maggiore dell’esercito, Susan Turner, è accusata di spionaggio, la sua importante carica genera imbarazzo e malumore nelle alte sfere e, per di più, la donna sembra essere scomparsa nel nulla. Sicuro della sua innocenza, il “nostro” si prodigherà nel tentativo di rintracciarla ed aiutarla ad uscire di prigione, ma finirà con lo scoprire la vischiosa verità “mascherata” dietro una grande macchinazione del governo per proteggere i loro nomi e salvare le loro vite. Ma non è tutto: accusato di aver commesso un omicidio risalente a 16 anni prima, Jack dovrà difendersi strenuamente per salvaguardare la propria reputazione ed evitare anni di galera. Fuggitivo e ricercato dalla legge, verrà a conoscenza di una sconvolgente notizia a proposito della sua vita privata, un segreto inconfessabile che potrebbe cambiare la sua vita per sempre. Messo con le spalle al muro, Reacher sarà costretto a fuggire e lottare per la propria salvezza e quella di altre persone innocenti.

Cobie Smulders
, nota al grande pubblico per i personaggi di Maria Hill – protagonista dei cinecomic Marvel (The Avengers, Captain America – The Winter Soldier, Avengers – Age of Ultron) – e di Robin Scherbatsky, personaggio della sit-com statunitense How I Met Your Mother, veste i panni del maggiore Turner. Il ruolo del villain di turno, noto semplicemente come il Cacciatore, è affidato a Patrick Heusinger, protagonista della nuovissima serie tv Quantum Break e apparso in film come Il cigno nero di Darren Aronofsky (2010) e Frances Ha di Noah Baumbach e Greta Gerwig (2012). Completano il cast Aldis Hodge (Espin), Danika Yarosh (Samantha Dayton), Holt McCallany (colonnello Morgan) e Robert Knepper (generale Harkness).

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Rispetto al primo film, il budget a disposizione è lievitato di oltre 30 milioni di dollari (circa 96 milioni). Le riprese sono iniziate esattamente un anno fa, il 20 ottobre 2015, a New Orleans e sono proseguite in giro per la Louisiana, tra Baton Rouge e St. Francisville.
Il film è destinato a lanciare un nuovo franchise, dopo l’Ethan Hunt di Mission: Impossible e il Jason Bourne dell’omonima saga. Un po’ Steven Seagal e un po’ Sherlock Holmes, rude ed arguto, ferratissimo nell’usare le mani e le armi ed infallibile segugio, Jack possiede potenzialmente tutte le caratteristiche di un moderno detective a stelle e strisce, ponendosi in un genere ibrido a cavallo tra l’action ed il noir. Nato a Berlino Ovest nel 1960jr2-17021rlc da madre parigina e padre militare statunitense, cresciuto con il fratello maggiore Joe nei villaggi militari di tutto il mondo, Jack si arruola giovanissimo nell’esercito USA, entra nella Polizia Militare e raggiunge il grado di maggiore. Eroe di guerra in Medio-Oriente, pluridecorato, abile tiratore dal fisico possente, lascia l’esercito a 36 anni per dedicarsi ad una vita da vagabondo negli Stati Uniti. Nel personaggio creato da Child c’è tutto, insomma, per farne un “antieroe dai risvolti eroici”, in quello che è un topos della letteratura e del cinema, non soltanto ma soprattutto americani. Spiantato e randagio, con in tasca solo qualche banconota, lo spazzolino da denti ed un passaporto scaduto, Jack si lava e si rassetta nei bagni pubblici e in motel di bassa lega. Appassionato di matematica ed insospettabile cultore delle lettere, della musica blues e jazz, gira per le strade “cucendosi addosso” il ruolo di paladino della giustizia di bronsoniana memoria. Riuscirà, con questa seconda avventura, a fare breccia nel cuore del pubblico, come altri suoi “predecessori”?

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Reacher said nothing”, recita una frase ricorrente, come un mantra, in tutti i libri di Lee Child. Quasi uno slogan ed insieme un manifesto programmatico del personaggio: le chiacchiere stanno a zero, spazio ai fatti. Staremo a vedere se l’approdo cinematografico di #JackReacher2 riuscirà a comunicare qualcosa non solo agli appassionati lettori che, dal 1997, ne seguono le gesta su carta ma anche a chi Child non lo ha mai letto. L’appuntamento per il dibattito è sulla pagina facebook ufficiale del film.

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