Quelli che mi vogliono morto, di Taylor Sheridan

Un film diseguale, in cui si avverte lo scarto tra scrittura e azione. Ha però una partenza fulminea e momenti molto riusciti nello scontro uomo/natura. Convincente Angelina Jolie. Su Prime Video

Taylor Sheridan è una delle più interessanti figure del cinema statunitense emerse nell’ultimo decennio. Sceneggiatore per Villeneuve (Sicario), Sollima (Soldado e Senza rimorso), McKenzie (Hell or High Water, il suo script migliore), regista di 9 episodi di Yellowstone, una delle serie che hanno lasciato il segno maggiormente negli ultimi anni, nel suo cinema mescola spesso gli incubi più nascosto dell’horror degli anni ’70 con i tempi del thriller televisivo che incrocia le malinconie di un western moderno. Nei suoi film anche gli esterni diventano spazi claustrofobici. Lo aveva messo in evidenza nel suo primo lungometraggio, Vile del 2011 e soprattutto in I segreti di Wind River che ha molti punti in comune con Quelli che mi vogliono morto: la morte come choc improvviso, i cacciatori che diventano prede, la sfida tra la natura e l’individuo. Se però I segreti di Wind River era molto più compatto, questo terzo lungometraggio di Sheridan è piuttosto frammentato. Si avverte uno scarto tra la scrittura e l’azione e mostra tutti i limiti del cineasta quando si fa prendere troppo la mano. Rispetto al suo secondo film, la sceneggiatura di Quelli che mi vogliono morto non l’ha scritta da solo ma assieme a Michael Koryta (autore del romanzo da cui è tratto il film) e da Charles Leavitt. Ed è proprio la presenza di quest’ultimo, che lasciato il segno, tra fgli altri, in Verso il sole, Blood Diamond ed Heart of the Sea – Le origini di Moby Dick ad aver creato una specie di conflitto con Sheridan. L’incubo si presenta all’improvviso. C’è una spaccatura tra la paura e la reazione. Troppo lenti nel primo caso, troppo rapidi nella seconda.

Ciò si avverte nelle tre storie che s’intersecano in Quelli che mi vogliono morto. Hannah è un pompiere paracadista che non si è ancora ripresa dalla drammatica esperienza dove si sente responsabile per la morte di alcune persone in un incendio. Connor, un ragazzino di 12 anni, è braccato da due spietari killer che vogliono farlo fuori dopo aver assassinato il padre, il contabile forense di un procuratore. Ethan è il vice-sceriffo del luogo che sta per diventare padre ma con l’arrivo dei sicari anche la sua vita e quella della moglie Allison è in pericolo.

La partenza di Quelli che mi vogliono morto è fulminea. L’incendio del bosco, la paura negli occhi del padre di Connor dopo che in tv ha saputo della morte del procuratore. Sheridan si trova decisamente a suo agio nel momento in cui i suoi personaggi devono mettere in canpo l’istinto di sopravvivenza e lo spirito di sacrificio. Il film è invece decisamente più contorto quando cerca di approfondire le motivazioni psicologiche dei suoi personaggi (i sensi di colpa di Angelina Jolie in una prova comunque convincente per come il terrore e la rabbia di Hannah corrono sempre su un filo in precario equilibrio), i legami (Hannah e vice-sceriffo), i dolori passati che coinvolgono insieme Ethan e Connor. I numerosi fili narrativi sono intorcicliati e spesso i nodi sono difficili da sciogliere. Nel momento che Sheridan li lascia da parte ecco che si riaprono squarci coinvolgenti che portano a una nuova attrazione dopo una sospettosa distanza: il temporale e l’incendio visti da lontano; la corsa di Hannah e Connor sotto i fulmini. Davanti a Quelli che mi vogliono morto è come stare sulle montagne russe. Come l’incendio che devasta lo schermo e riappare all’improvviso, anche il film di Sheridan vive di fiammate.

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BORSE DI STUDIO IN SCENEGGIATURA, CRITICA, FILMMAKING – SCUOLA DI CINEMA SENTIERI SELVAGGI


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Titolo originale: Those Who Wish Me Dead
Regia: Taylor Sheridan
Interpreti: Angelina Jolie, Finn Little, Aidan Gillen, Nicholas Hoult, Jon Bernthal, Tyler Perry, Jake Weber
Distribuzione: Warner Bros. Italia/Prime Video
Durata: 100′
Origine: USA, 2021

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
3

Il voto al film è a cura di Simone Emiliani

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Il voto dei lettori
2.67 (9 voti)
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