"Reeker – Tra la vita e la morte", di David Payne

Reeker è una produzione destinata al mercato della tv e dei dvd. La sua tardiva distribuzione italiana sembra essere l'unico motivo di mistero legato a questo horror che cerca di fondere i clichè dello slasher con suggestioni oniriche e fatalistiche prese di peso da Final Destination e Donnie Darko. Purtroppo David Payne dimostra di conoscere il mestiere solo al punto di costruire un film di genere, e l'obbiettivo da raggiungere gli rimane sempre troppo ambizioso.

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reeker di david payneIn estate, può capitare che un prodotto destinato a coprire i buchi di una pay-tv e al mercato dei dvd arrivi nelle sale cinematografiche italiane, addirittura tre anni dopo la sua realizzazione. La distribuzione nei cinema sembra essere il più grande mistero nascosto da Reeker, scritto e diretto da David Payne. Anche superato l’equivoco di una produzione destinata ad un altro medium, e quindi influenzata dal suo linguaggio, più che un horror vero e proprio il film si presenta come una malriuscita accumulazione di situazioni-tipo, tenute legate da un modesto collante narrativo, rivelato dopo ottanta minuti di perplessità con un coup de theatre finale che è preso di peso da successi (a quel tempo) in voga come Final Destination e Donnie Darko. Altrimenti – tenuta nascosta la sorpresa finale che è l’unico motivo di interesse del film – Reeker è uno slasher movie che va a prendere il solito gruppo di teen-ager in cerca di divertimento: il loro viaggio verso la festa più cool della west coast si interrompe ovviamente nel bel mezzo del deserto, per una perdita di benzina. Tra reminescenze de Le colline hanno gli occhi (l’isolamento in una zona destinata ad esperimenti nucleari, la radio che gracchia voci inumane e minacciose), e luoghi simbolici come un motel dal nome profetico di Halfway, i giovani inizieranno piano piano a morire, con incerte situazioni/punizioni di attrazione sessuali. Eppure Reeker inizia bene, con una sequenza d’apertura che dimostra come Payne sappia destreggiarsi con la materia con cui ha a che fare. Non è nemmeno una colpa che si capisca molto rapidamente chi è destinato a lasciare la scena e chi no, pescando tra un insieme di giovani schematicamente diviso tra chi coltiva il senso della responsabilità e chi invece vuole abbandonarsi al vizio e alla dissolutezza. Fosse solo questo, il film di Payne si potrebbe comodamente inserire nel confortante senso di appartenenza al genere e alle sue sicurezze. Purtroppo, Reeker cerca la strada dell’originalità in modo troppo frammentario ed insicuro, trascinando i suoi protagonisti in uno scenario onirico in cui sono costretti ad affrontare non il pittoresco serial-killer di turno, ma la Morte stessa, proiettati in un limbo atemporale fatto di presunte visioni allucinatorie e di suggestioni filosofiche. Per i mezzi del regista – nobody’s shot spiazzanti ed effetti gore a buon mercato – l’obbiettivo da raggiungere gli risulta sempre troppo ambizioso.

 

 

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Titolo originale: Reeker
Regia: David Payne
Interpreti: Devon Gummersall, Tina Payne, Derek Richardson, Tina Illman, Scott Whyte, Michael Ironside
Distribuzione: Mediafilm
Durata: 90'

Origine: USA, 2005

 

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