"Revanche – Ti ucciderò", di Gotz Spielmann

revanche di gotz spielmann
Le figure che popolano il film di Spielmann sono marionette di carne che esplorano i margini dell’inquadratura alla ricerca di un varco inesistente attraverso il quale poter fuggire, e continuano invece a ritrovarsi sempre nel medesimo posto, schiacciate dall’indifferenza asettica e invalicabile dei paesaggi, siano essi lo squallore metropolitano o l’immobilità asfittica della campagna

revanche di gotz SpielmannE’ la limpida e irrimediabile crudezza del destino a dominare, nella sua espropriante impertubabilità, la prigione dove abita, senza alcuna possibilità di azione, l’umanità sconfitta dell’austriaco Gotz Spielmann. Negli spazi tragicamente vuoti di Revanche – Ti ucciderò, premiato lo scorso anno a Berlino e candidato agli Oscar 2009 come miglior film straniero, nulla sembra potersi realmente muovere. Le figure che popolano il film sono marionette di carne che esplorano i margini dell’inquadratura alla ricerca di un varco inesistente attraverso il quale poter fuggire, e continuano invece a ritrovarsi sempre nel medesimo posto, marchiate a sangue dalla crudeltà dell’esistenza, schiacciate dall’indifferenza asettica e invalicabile dei paesaggi, siano essi lo squallore metropolitano o l’immobilità asfittica della campagna. Sono proprio la città e la campagna a segnare le due parti in cui è nettamente diviso il film: il tempo disordinato dell’amore, quando Alex e, con lui la splendida Tamara, la prostituta ucraina che ha conquistato il suo cuore, inizia a credere in una possibile rivincita sul proprio destino; e la caccia all’uomo della seconda parte di di Revanche – Ti ucciderò, una caccia senza avversari, se non se stessi, inscenata da Alex e dalla coppia apparentemente invidiabile formata da Susanne e suo marito Robert. Nella rapina organizzata da Alex alla banca del piccolo borgo dove Robert lavora come poliziotto e alle cui soglie si trova la cascina dove abita l’anziano nonno del protagonista, Tamara rimane accidentalmente uccisa dal colpo di pistola esploso da Robert nel tentativo di opporsi alla loro fuga. All’ombra di un impassibile dio di legno, il Cristo sulla croce ai margini del bosco, Alex e a Robert sono i volti opposti e speculari dell’impotenza che, nella loro coazione a ripetere, spaccare la legna e la corsa sulla riva di un lago, cercano un’inutile forma di ribellione al dolore della sconfitta e all’impossibilità dell’espiazione della colpa. Nell’universo spietato di Gotz Spielmann la dannazione è l’unica forma di vita concessa all’essere umano, tanto nei desolati bordelli senza scampo della periferia di Vienna, quanto nel cuore della tranquillità famigliare, dove, oltre la perferzione tutta esteriore di un rapporto in realtà ormai vuoto, rimangono solo le cicatrici delle aspettative tradite e il desiderio di evadere dall’insoddisfazione. Nel caso di Susanne, prestandosi come strumento usato da Alex nel disegno di una vendetta impossibile, perchè già compiuta, per concedersi un’amplesso nel letto destinato a quel figlio che il marito non è riuscito a darle.
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Titolo originale: Revanche
Regia: Gotz Spielmann
Interpreti: Johannes Krisch, Irina Potapenko, Andreas Lust, Ursula Strauss, Hannes Thanheiser, Hanno Poschl, Toni Slama, Magdalena Kropiunig
Distribuzione: Fandango
Durata: 121’
Origine: Austria, 2008
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