ReVisioni – Carta Bianca a Positif. Incontro con MICHEL CIMENT

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Nell'ambito del Festival ReVisioni – Cinema Restaurato Cinema Ritrovato, organizzato dall'Accademia di Francia di Villa Medici a Roma, venerdì 23 marzo si è tenuta una tavola rotonda dal titolo "Un dialogo franco-italiano" che ha inaugurato la "Carte Blanche à Positif", in cui la storica rivista francese di critica cinematografica ha selezionato alcune tra le migliori coproduzioni italo francesi degli anni '60 e '70. Alla tavola rotonda hanno preso parte il direttore di Positif Michel Ciment, i critici Jean Gili e Aldo Tassone, esperti di coproduzioni, Lorenzo Codelli e Irene Bignardi, assieme a Giorgio Gosetti nelle vesti di moderatore. Positif, fondata nel 1952, ha sempre seguito con attenzione gli sviluppi del cinema italiano, dedicando negli anni speciali e interviste ai fratelli Taviani, Bertolucci e Bellocchio, poi a Nanni Moretti, Carlo Mazzacurati, Daniele Luchetti, Gianni Amelio e, in tempi più recenti, a Emanuele Crialese, Matteo Garrone, Paolo Sorrentino.
Proprio questi ultimi sarebbero – secondo quanto detto da Ciment e Gili, testimoni di un recupero da parte del nuovo cinema italiano delle proprie radici culturali, smarrite per inseguire gli stilemi della Nouvelle Vague. E invece – insiste Ciment – come diceva Jean Cocteau "un uccello non canta mai meglio che sul proprio albero genealogico".

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Nell'ambito del Festival ReVisioni – Cinema Restaurato Cinema Ritrovato, organizzato dall'Accademia di Francia di Villa Medici a Roma, venerdì 23 marzo si è tenuta una tavola rotonda dal titolo "Un dialogo franco-italiano" che ha inaugurato la "Carte Blanche à Positif", in cui la storica rivista francese di critica cinematografica ha selezionato alcune tra le migliori coproduzioni italo francesi degli anni '60 e '70. Alla tavola rotonda hanno preso parte il direttore di Positif Michel Ciment, i critici Jean Gili e Aldo Tassone, esperti di coproduzioni, Lorenzo Codelli e Irene Bignardi, assieme a Giorgio Gosetti nelle vesti di moderatore. Positif, fondata nel 1952, ha sempre seguito con attenzione gli sviluppi del cinema italiano, dedicando negli anni speciali e interviste ai fratelli Taviani, Bertolucci e Bellocchio, poi a Nanni Moretti, Carlo Mazzacurati, Daniele Luchetti, Gianni Amelio e, in tempi più recenti, a Emanuele Crialese, Matteo Garrone, Paolo Sorrentino.
Proprio questi ultimi sarebbero – secondo quanto detto da Ciment e Gili, testimoni di un recupero da parte del nuovo cinema italiano delle proprie radici culturali, smarrite per inseguire gli stilemi della Nouvelle Vague. E invece – insiste Ciment – come diceva Jean Cocteau "un uccello non canta mai meglio che sul proprio albero genealogico".