"Ricky Bobby – La storia di un uomo che sapeva contare fino a uno" di Adam McKay

Cervello da gallina e talento eccezionale alla guida, Ricky Bobby (Will Ferrell – Zoolander, Kicking & Screaming , Starsky & Hutch), diventa meccanico della meno blasonata scuderia della "Nascar", il più popolare campionato americano d'automobilismo. Per una situazione fortuita in cui il pilota titolare della scuderia, dopo un cambio gomme, si rifiuta di ripartire subito, a Ricky Bobby si presenta la sua grande occasione. Prende il posto del pilota e con una rimonta sorprendente giunge terzo. Da quel momento ci saranno solo successi incredibili, rocamboleschi, assolutamente spettacolari. Diventa uno dei personaggi più amati dello sport americano ed anche un divo delle folle. Si sposa con la prima fan che gli mostra le "tette" per un autografo. Firma contratti milionari con gli sponsor e non dimentica mai l'insegnamento del padre, al quale, prima di ogni gara, lascia sempre un biglietto al botteghino, che puntualmente non viene mai ritirato. L'impresa più complicata e forse impossibile in questi casi è riuscire a contenere nella trama e nel racconto tutto quello che capita e succede in un film del genere, che si dimena tra la demenzialità più sfrenata e il grottesco al limite del volgare. Assimilabile al recente Kicking & Screaming (con lo stesso Ferrell), dello stesso regista, Adam Mckay, per satira pungente verso i paradossi della società americana, Ricky Bobby è una "sport-comedy" sgangherata e volutamente eccessiva, che in alcuni momenti sperpera il proprio potenziale politicamente scorretto latitando al confine tra demenzialità e stupidità. Certo, non aiuta il doppiaggio in italiano, considerando lo spessore degli interpreti, che basano buona parte della loro forza, non solo sul corpo ma anche nell'uso della voce, con tutte le sue sfumature. Le migliori cose del film, che lo rendono assolutamente godibile e per certi versi interessante, sono da rintracciare negli aspetti prettamente visivi: si ha la sensazione di vivere dal vivo o seduti in poltrona da casa, a vere gare automobilistiche, con scontri, sorpassi, tagli serrati di montaggio. Il regista riesce bene a fondere l'emozione della velocità e della competizione con il divertimento più assurdo e insensato. I suoi personaggi sembrano essere usciti dalla matita di Matt Groening, per quanto mostrino di saper ribaltare lo schema della situation comedy, in cui tutti parlano correttamente al momento giusto. Un'ironia paradossale serpeggia e alimenta questo film, dove sembra non esistere mai il lieto fine alla storia o alla gag del momento, ma neppure totale disperazione. Stupefatto dalla vita e urtante in alcuni momenti, Richy Bobby non vive sopra le righe ma fuori dalle righe, sempre eccessivo e assolutamente incontrollabile. Ad interpretarlo, l'idolatrato Will Ferrell, campione d'incassi negli Stati Uniti, ogni qualvolta si mostra sul grande schermo. Ma oltre della sua presenza, il film si avvale di un altro fenomeno del momento che interpreta il campione francese di formula uno: Sacha Baron Cohen, alias Ali G, alias Borat. Ricky Bobby lo ha girato prima del ciclone Borat mostrando le sue strepitose capacità di immedesimazione contorsionista, passando da un pilota francese omosessuale ed intellettuale ad un demenziale e improbabile giornalista kazaco che gira gli Stati Uniti per raccogliere informazioni e immagini da poter mostrare al suo popolo. A parte gli attori, l'accumulo senza freni di colpi di scena e trovate ribaltanti e a volte rivoltanti, resta probabilmente il segreto del film che ricorda e rievoca pellicole epocali come Scuola di polizia, anche se la comicità in Ricky Bobby non è così sempre immediata e diretta, ma prova a sfociare anche nella satira più corrosiva. In effetti tutto ciò sembra essere più evidente se si considera che il regista e Will Ferrell, entrambi anche sceneggiatori del film, già appartenevano al gruppo comico di "Saturday Night Live" e sono gli stessi autori della fortunatissima parodia di telegiornali "Anchorman".

Titolo originale: Ricky Bobby
Regia: Adam McKay
Interpreti: Will Ferrell, John C. Reilly, Sacha Baron Cohen, Gary Cole
Durata: 105' 


Origine: USA, 2006
Distribuzione: Sony Pictures Releasing Italia