RIDF 2025: annunciato il programma completo
Torna il festival romano dedicato al documentario creativo. 36 titoli presentati nei tre concorsi, varie anteprime, masterclass e ospiti internazionali tra cui la regista Claire Simon
Dal 3 al 7 dicembre 2025 presso il Cinema Tibur di Roma si terrà la 4° edizione del Rome International Documentary Festival, l’evento dedicato al documentario creativo. Saranno cinque giorni di incontri con esperti e ospiti internazionali, masterclass con autori e moltissime proiezioni, tutti incentrati, come indica il tema di quest’edizione, sull’infanzia e sulle relazioni familiari.
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Il festival inizierà con la proiezione speciale di Anatomia di un grande sogno di Federico Braconi, programmata per il 3 dicembre, un documentario che omaggia il quartiere di San Lorenzo dove si terrà il festival. Film d’apertura sarà invece Mr Nobody Against Putin del regista David Borenstein, che racconta la storia di Pasha Talankin, un insegnante delle elementari che documenta la trasformazione della sua scuola durante l’oppressione esercitata dal regime russo dopo l’invasione dell’Ucraina.
Dal 4 dicembre cominceranno le proiezioni delle tre sezioni del concorso, che accoglieranno 36 titoli provenienti da tutto il mondo: la sezione World-Doc ospiterà le opere internazionali, tra cui One More Show, un documentario girato durante gli ultimi mesi della guerra Israelopalestinese a Gaza e che racconta la quotidianità del Free Gaza Circus, collettivo di artisti circensi che continua a esibirsi per i bambini nei campi profughi e nelle strade nonostante i bombardamenti. Tra i titoli della sezione anche Flophouse America diretto da Monica Strømdahl, che racconta la realtà del dodicenne Mikal che vive con i genitori alconisti in una stanza di un motel fatiscente. Dalla Spagna arriva invece Black Water, un documentario su una famiglia del Bangladesh colpita dall’innalzamento delle acque, che mostra come gli effetti del cambiamento climatico stiano influezando fortemente alcune località del Paese.
Ita-Doc sarà invece la sezione incentrata sui soli progetti italiani dell’ultima stagione. Tra questi ci sono progetti che riflettono su cambiamenti sociali e relazioni come Una cosa vicina, scritto e diretto da Loris G. Nese, presentato al Festival di Venezia 2025 nelle Giornate degli Autori, ma anche Il quieto vivere, di Gianluca Matarrese, in cui viene messo in scena il conflitto quotidiano tra due cognate costrette a vivere nella stessa palazzina. Fa parte di questa sezione c’è la seconda opera di Matthias Lintner, My boyfriend el fascista, che segue da vicino la sua relazione sentimentale con Sadiel, attivista cubano che si avvicina sempre di più a ideali di destra mettendo a dura prova il loro legame.
La terza sezione è Short-Doc, dedicata ai cortometraggi, che verranno proiettati in sala ma saranno anche disponnibili in streaming su MyMovies a partitire dal 1 dicembre.
Quattro le proiezioni speciali tra cui Identidad, il debutto alla regia di Florencia Santucho, e The Srebrenica Tape, una storia che mostra contemporaneamente il passato e presente dell’enclave bosniaco-mulsumana di Srebrenica.
Sono previste anche due masterclass, la prima sabato 6 dicembre con Francesco Munzi e Valerio Azzali, e la seconda domenica 7 dicembre con la regista e autrice Claire Simon e la proiezione del suo Writing Life, progetto che racconta il suo confronto con le nuove generazioni e l’eredità “scolastica” delle opere di Annie Ernaux, prima scrittrice francese a vincere un premio Nobel per la letteratura.
Qui tutte le informazioni del festival.




















