Ringo Lam è morto

Ringo Lam, uno dei grandi nomi della new wave hongkonghese della seconda metà degli anni ’80, è morto nel suo letto a 63 anni, trovato senza vita dalla moglie, come riportato dalla Radio Television Hong Kong.
Nella sua carriera aveva spaziato tra Hollywood (tre film con Jean-Claude Van Damme) e Hong Kong con i suoi film d’azione basati sulla velocità e la perfezione dei movimenti, e su di lui “pesava” (ovviamente in senso positivo) per noi occidentali l’esplicito “furto” che Quentin Tarantino fece dal suo film di maggior successo, City on Fire, un noir-urbano interpretato da Chow Yun-Fat e Danny Lee, dalla cui struttura iniziale prese spunto per il suo esordio de Le iene. Eppure per Ringo Lam la carriera cinematografica non è mai stata facile, nonostante il sostegno degli “amici” Tsui Hark e Johnnie To con cui poi girerà a 6 mani Triangle.
Cominciò alla fine degli anni Settanta dirigendo diverse serie televisive ma, insoddisfatto, preferì trasferirsi in Canada per poter affinare le sue qualità professionali. Il ritorno in patria avviene nel 1982, con la regia di un horror intitolato Esprit D’amour, cui seguirà la regia di un episodio della popolare serie televisiva Aces go Places.

Il primo grande successo di Lam arriverà nel 1987, quando, anche sull’onda della popolarità raggiunta dai film di John Woo e ancor di più di quella raggiunta dall’attore Chow Yun Fat (suo attore preferito, con il quale realizzerà diversi film), Lam dirige quel City on Fire che, nel mescolare il realismo urbano con il mélo, l’amicizia virile con le sparatorie in un contesto di pessimismo di fondo malinconico e molto “noir”, iniziava una trilogia di grande successo che sarebbe proseguita negli anni successivi con Prison on Fire (1987) e School on Fire (1988).
Quello che colpisce nel suo stile, rapido ed essenziale, ma allo stesso tempo ricco di particolari e a volte pieno di barocchismi mai gratuiti, è una sorta di cupezza di fondo, per cui i suoi personaggi, pur inseriti in contesti spettacolari in cui devono lottare in continuazione, non sembrano portatori di un ottimismo vincente e solare, quanto piuttosto di un dolore nascosto, quell’aria “perversa e maledetta” che a volte non pare distinguerli poi così tanto dai loro nemici (con i quali spesso ingaggiano duelli infiniti, ma con cui sembrano avere a volte molte cose in comune).

Il suo ultimo film è stato Sky on Fire del 2016.