Rivelati i nuovi progetti di Lars von Trier al Festival del Cinema Europeo

In occasione dell’omaggio al regista danese la produttrice di Zentropa Luise Vesth ha raccontato alla stampa i suoi nuovi lavori: un film e una monumentale enciclopedia artistica in 100 episodi

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Luise Vesth, la produttrice di Zentropa (la casa di produzione che, dalla sua fondazione nel 1992 ad opera di Lars von Trier e Peter Aalbæk Jensen ha prodotto tutti i lavori del regista) ha incontrato la stampa al Festival del Cinema Europeo di Lecce, che quest’anno ha scelto Lars von Trier come focus della sezione “Protagonisti del Cinema Europeo” tramite un omaggio che comprende una retrospettiva a cura di Massimo Causo sui lavori più rappresentativi del regista danese (dall’esordio L’elemento del crimine, al recente La casa di Jack) e la consegna dell’Ulivo d’Oro alla Carriera, un riconoscimento assegnato ogni anno a coloro che sono stati capaci di lasciare un segno indelebile nella storia del cinema.

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Esplicitando le motivazioni dell’assenza dell’autore, la produttrice ha dato alcune informazioni sulle condizioni di salute di von Trier, che solo lo scorso febbraio era stato ricoverato in una casa di cura: “Come tutti sapete, a Lars von Trier è stato diagnosticato il morbo di Parkinson. Ho avuto modo di incontrarlo la scorsa settimana e, nonostante le circostanze, devo dire che era di ottimo umore”. Fornendo poi alcune anticipazioni sui progetti futuri del regista, la produttrice ha raccontato che von Trier starebbe lavorando ad un nuovo film intitolato After e ad una monumentale opera in 100 episodi: “Lars sta lavorando al suo ultimo progetto, After. Non è più impegnato per l’intera giornata come accadeva in passato, ma posso dire con certezza che si tratta di un lavoro in continua evoluzione. Stiamo inoltre pensando a un progetto monumentale, perché Lars desidera mettere a disposizione del pubblico tutto il bagaglio di conoscenze e prospettive che ha accumulato in anni di lavoro. Si tratta di un’impresa imponente, una sorta di enciclopedia del cinema e dell’arte composta da 100 episodi, nella quale Lars von Trier riverserà tutto il suo sapere, includendo materiali d’archivio e molto altro, per offrire una comprensione profonda e autentica del suo universo creativo”.

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La produttrice ha anche omaggiato la facilità con cui riuscirebbe a lavorare con il regista danese: “Lars non teme le regole né i limiti di budget e trova sempre strade alternative per superare ogni ostacolo. Allo stesso tempo è un autore che sa esattamente ciò che vuole. Nessun produttore al mondo dovrebbe dirgli cosa fare; il mio ruolo è camminare un passo avanti a lui, rimuovendo vincoli e difficoltà, così che possa avere la piena libertà artistica e politica che desidera”.

Al termine della conferenza, Vesth ha quindi letto un lungo messaggio di ringraziamento da parte di von Trier: “Vorrei innanzitutto ringraziare il Festival del Cinema Europeo di Lecce per questo premio. Significa molto per me: dimostra che i miei film continuano a raggiungere un pubblico ampio. Da giovane ho frequentato l’università e le scuole di cinema, ho visto moltissimi film, ma a un certo punto ho deciso che dovevo smettere di guardare opere recenti. I film del passato andavano bene, ma da una certa data in poi – difficile da definire con precisione – ho scelto di non vedere più le produzioni nuove.

Ho spiegato questa scelta ricorrendo alla metafora dell’isola. Immaginate un esploratore incaricato di mappare un’isola: il suo compito è attraversarla seguendo una linea retta, per esempio verso Nord-Est. La precisione è fondamentale per raggiungere l’obiettivo. I dati diventerebbero inutili, perfino dannosi, se l’esploratore deviasse dal percorso perché attratto da qualcosa che vede in un’altra direzione, magari a Sud-Ovest. Allo stesso modo, come uno chef che deve preservare il proprio senso del gusto, ho cercato di non guardare film nuovi per non lasciarmi influenzare. Devo ammettere, però, che a volte ho peccato: qualcuno l’ho visto. Ma il motivo per cui evito di farlo è il timore di essere troppo stimolato da idee che non appartengono al mio percorso. Ho mantenuto comunque una certa disciplina. Ricevere oggi questo premio mi rende felice, perché mi dà la speranza di non aver completamente fallito nel mio lungo viaggio. Grazie mille, Lars”.

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