Robert De Niro premiato con il SAG Award alla carriera

Il 19 gennaio 2020 si svolgerà a Los Angeles la cerimonia di premiazione degli Screen Actors Guild Awards, appuntamento annuale che prelude agli Oscar; in tale occasione, Robert De Niro, il veterano della Nuova Hollywood, sarà insignito del premio onorario (SAG Life Achievement Award) che ne riconosce «la straordinaria profondità e abilità attoriale». 

Il già due volte premio Oscar (per Il padrino – Parte II e per Toro scatenato) e Golden Globe (uno sempre per Toro scatenato e l’altro alla carriera nel 2011) ha saputo creare un profilo ricco di interpretazioni indimenticabili durante la sua lunga carriera: tra le più iconiche, sono degne di nota quelle del “filone criminale”, nei panni dei boss mafiosi Vito Corleone ne Il padrino – Parte II (Coppola, 1974) e Al Capone in The Untouchables – Gli intoccabili (De Palma, 1987), dei gangster “Noodles” di C’era una volta in America (Leone, 1984) e Jimmy Conway in Quei bravi ragazzi (Scorsese, 1990), oppure del tassista alienato Travis in Taxi Driver (Scorsese, 1976), del pugile Jake LaMotta in Toro scatenato (Scorsese, 1980), dell’astuto scommettitore “Asso” di Casinò (Scorsese, 1995), dell’anchorman Murray Franklin nel recente Joker (Todd Phillips, 2019).

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Alcuni sodalizi artistici, spesso accompagnati da una relazione di amicizia personale, sono risultati proficui sin da subito: numerose sono state le collaborazioni con registi quali De Palma, Scorsese, Coppola, Michael Caton-Jones, David O. Russell, o con star hollywoodiane a lui vicine (Joe Pesci, Sean Penn, Al Pacino, fino al suo giovane “erede” Leonardo DiCaprio).

Attore longevo e poliedrico, capace di spaziare dal genere (Il cacciatore di Michael Cimino, Jackie Brown di Quentin Tarantino, Heat di Michael Mann) alla commedia (Ti presento i miei, Mi presenti i tuoi?, Vi presento i nostri, Terapia e pallottole, Un boss sotto stress), ha anche curato la regia di Bronx (1993) e di The Good Shepherd – L’ombra del potere (2006).

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Ha inoltre finanziato molti dei film in cui è apparso (e non solo quelli, come nel caso di Nemico pubblico – Public Enemies di Mann, 2009, di cui è produttore esecutivo), tramite la casa di produzione da lui fondata nel 1989, la TriBeCa Productions. Proprio nel quartiere di TriBeCa, nella zona sud di Manhattan, lo stesso De Niro ha istituito nel 2002 il Tribeca Film Festival, per rivitalizzare l’area urbana duramente colpita dagli attentati terroristici dell’11 settembre. Nel 2003 ha ottenuto il Life Achievement Award, assegnatogli dall’American Film Institute come riconoscimento per il suo contributo alla storia del cinema. 

Entro il 2020 porterà a termine il progetto di costruzione di un enorme studio cinematografico, il Wildflower Studios, ad Astoria, nel Queens, in cui poter girare i film da lui prodotti. Tra di essi, ricordiamo The Irishman (2019), l’ultima fatica di Scorsese targata Netflix, con De Niro, Al Pacino e Joe Pesci protagonisti; il gangster biografico dal sapore nostalgico, della durata di ben 209 minuti, è stato presentato in anteprima italiana alla Festa del Cinema di Roma ed è ancora presente in alcune sale, per poi approdare sulla piattaforma streaming dal 27 novembre.

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