Rodeo, di Lola Quivoron

Un dramma folgorante e sanguigno, solido e sprezzante, dominato dalla presenza selvaggia dell’esordiente Julie Ledru e da una nervosa quanto intensa camera a mano. Concorso

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Inseguiamo un ragazza che corre rabbiosamente fuori da un edificio, maledicendo chiunque le abbia rubato la motocicletta. Ci dà le spalle fin quando, finalmente all’aperto, qualcuno la ferma per farla ragionare. Compare quasi per magia, Julia, mostrandosi libera perché ribelle. “Prendo quello che mi serve, quindi non ho bisogno di soldi”. La protagonista odia qualsiasi genere di imposizione, a cominciare dalle fotografie per le quali si copre sempre il volto. Da vittima a criminale nel giro di poche sequenze, Julie è soprannominata dagli altri Sconosciuta proprio perché nessuno sa da dove venga né che cosa voglia. Probabilmente nemmeno lei lo sa davvero, vivendo alla giornata, senza regole, finché non accoglierà un obiettivo dalla fortissima componente tragica che in qualche maniera fatalistica la porterà al sacrificio. Giovane donna senza età (potrebbe averne venti come trenta), senza casa (o meglio, cacciata dai famigliari per motivi non specificiati), senza professione (un posto di lavoro l’avrebbe, ma veniamo presto a sapere che non vi si presenta), d’un tratto va tutta sola a una gara clandestina di moto e lì assiste alla morte di un uomo. Quasi simbolicamente, ne prende il posto all’interno di un organizzazione che usa un garage come copertura per contrabbandare mezzi rubati. Il suo sistema per procurarsi i veicoli, che consiste nel contattare venditori online e poi raggirarli con la scusa di dover fare una prova su strada, piace al capo che gestisce tutto via telefono dalla prigione. Domino, questo il nome con cui lo chiamano i sottoposti, è un tale maniaco del controllo che per timore che la moglie scappi col figlioletto la costringe a rimanere chiusa in casa ad aspettare la spesa e le sue videochiamate. Niente soldi. Mai. Di fronte a questa situazione, Julia mette presto a punto un piano per distrarre il gruppo con un colpo grosso mentre prepara la fuga con la donna e il bambino. Ma le cose non andranno come previsto, a meno di dare retta agli incubi premonitori che la tormentano durante lo sviluppo della vicenda.

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Rodeo, opera prima della parigina Lola Quivoron, è un dramma folgorante e sanguigno, solido e sprezzante, dominato dalla presenza selvaggia dell’esordiente Julie Ledru e da una nervosa quanto intensa camera a mano. Inoltre, riporta alla memoria l’immaginario di un certo cinema statunitense ma con un’attenzione per le figure femminili che si trova più facilmente nel cinema europeo.

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
4
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