RoFF 20 – Deux Pianos. Incontro con Desplechin e Tereszkiewicz
Regista e protagonista di Deux Pianos incontrano il pubblico, ragionando sul personaggio femminile, sul genere del melodramma e la musica nel cinema di Arnaud Desplechin
La mattina del 24 ottobre si è tenuta la conferenza stampa di Deux Pianos, ultimo lavoro di Arnaud Desplechin presentato alla Festa del Cinema di Roma. Erano presenti il regista e l’interprete principale, Nadia Tereszkiewicz, attualmente nelle sale italiane per Testa o Croce? Il film segue la carriera di Mathias, un pianista francese di ritorno nella sua città natale (Lione) e che rimane coinvolto in un’impossibile storia d’amore.
Interrogato sulle suggestioni confluite nell’ideazione della storia, Desplechin ha spiegato di voler scrivere qualcosa insieme a un suo amico, originariamente. Pensando a una narrazione, il regista è partito da Tereszkiewicz stessa, immaginandola “in un cimitero, vedova, ma molto goffa“, goffaggine che le avrebbe fatto “raccontare una sorta di barzelletta e creare un incidente diplomatico“. Successivamente, il suo amico gli ha invece presentato “la storia di un pianista che viene dall’altra parte del mondo, va in un parco e vede un bambino. E questo bambino è lui. Ma è anche il figlio della ragazza del cimitero. Una sorta di racconto fantastico che poi diventa un melodramma“.
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Elaborando sul mélo: “mi piacciono i personaggi femminili. È un riflesso di quando si diceva che i film nobili erano polizieschi e western e i film mélo erano per donne, meno importanti. Invece qui vediamo come la donna può appropriarsi di sé stessa e diventare un’eroina. Il film la obbliga a immergersi nella vita“.
Tereszkiewicz ha poi parlato del suo personaggio: “Mi è piaciuta l’evoluzione della ragazza, che diventa donna trovando sé stessa. Pensava di dover appartenere a qualcuno, ma capisce che può prendere il suo destino in mano e ricominciare la sua vita. È un personaggio complesso, tirato sia da passione che ragione. Ha una grossa responsabilità, essendo diventata mamma così giovane. Troviamo questo personaggio in un momento in cui si è perso perchè vive un dramma. Per questo, non sa controllare le emozioni“.
Ha poi proseguito parlando della sua esperienza di lavoro con Desplechin. “Ogni attore ha una relazione molto personale con lui, il suo segreto. Abbiamo tutti interpretazioni molto diverse della sceneggiatura perchè ognuno l’ha vissuto in modo molto intimo solamente insieme a lui“. Ha anche raccontato di aver visto delle scene di film insieme a lui e agli altri interpreti durante le riprese, come Fanny e Alexander o Petrov’s Flu, ma senza che il peso delle influenze limitasse la loro libertà creativa: “ti da’ un’idea, però poi trova un’altra strada. Ci dà un’immagine ma poi siamo liberi di creare la nostra storia e fare a modo nostro“.
Successivamente, Desplechin ha commentato il suo rapporto con la musica, altro elemento caratterizzante dei suoi film: “Ho sempre usato moltissimo la musica, composta da Grégoire Hetzel. Qui il personaggio è un musicista. A differenza di molti altri film, le scene di musica non sono una pausa, sono scene di suspense, come in alcuni film di Hitchcock. Pensando a Nadia, durante la lavorazione sapevo che i personaggi dovevano attraversare momenti difficili. E la musica consola, mi pareva necessario offrirla sia al pubblico che ai personaggi stessi“.






















