#RomaFF10 – Oggi siamo tutti Fantozzi. Incontro con Paolo Villaggio

Se c’è un personaggio entrato di diritto nell’immaginario collettivo italiano e in grado di coniugare il linguaggio del cinema comico e drammatico con i desideri e le insicurezze delle masse quello è stato il Fantozzi di Paolo Villaggio. In occasione del restauro dei primi due film, l’attore genovese ormai ottantatreenne ha incontrato la stampa, accompagnato dai due compagni di viaggio più fedeli della serie cinematografica: Anna Mazzamauro (la signora Silvani) e Plinio Fernando (la figlia Mariangela). Scambi di battute al fulmicotone, divertentissime e dense dell’ironia acida fantozziana sono stati quelli tra Villaggio e la Mazzamauro, alla quale il primo tra un attestato di bruttezza e l’altro ha fatto un complimento sincero e meritato: “Lei è la più grande attrice comica che abbiamo mai avuto in Italia”.

La nuova versione di  Fantozzi, diretto da Luciano Salce, uscirà il prossimo lunedì in 200 copie e verrà seguita la settimana successiva da Il secondo tragico Fantozzi. Entrambi i film usciranno in versione 2K dopo un lavoro di revisione sulle pellicole originali di oltre 1000 ore. “A distanza di 40 anni possiamo dire che questo film è una vera e propria pietra miliare del nostro cinema”, ha osservato Roberto Proia della Eagle Pictures. Ma quando è nato davvero il personaggio? Villaggio  riporta indietro i ricordi a molti anni prima dell’uscita in sala. “Fantozzi è nato a Genova in un cabaret artigianale insieme a Fabrizio De Andrè. Una sera venimmo notati da un giornalista romano, un po’ bruttino, che si chiamava Maurizio Costanzo. Lui alla fine dello spettacolo ci avvicinò dicendoci che se fossimo venuti a Roma ci avrebbe garantito un grande successo. Quando tornai a casa chiesi consiglio a mia moglie che mi rispose con una frase storica e bellissima: “Scegli sempre l’incerto per il certo”. Così mi buttai, andai a Roma e ricordo questa gran serata in cui a questa mia prima teatrale vennero a vedermi Gassman, Marco Ferreri, Tognazzi. Fu un trionfo per me e per il personaggio, un successo che mi aprì le porte della televisione e del programma Quelli della domenica dove conobbi Renato Pozzetto”.

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Fantozzi

Fantozzi di Luciano Salce

Molti dimenticano che prima di realizzare il film venne pubblicato il libro, scritto dallo stesso Villaggio e che ebbe un riscontro enorme tra i lettori. Fu un vero e proprio bestseller che arrivò a vendere un milione di copie. Il dubbio durante le riprese del film a questo punto non era capire se il film avrebbe funzionato ma se avrebbe avuto lo stesso successo di quel libro. “La sera della prima a Firenze si capì subito che sarebbe stato un trionfo, la produzione mi chiamò a casa dicendomi che avremmo incassato 10 miliardi. E così fu. In poco tempo mi ritrovai a essere un personaggio molto popolare, ma Fantozzi non era amato da tutti. Oggi secondo me è persino più attuale”.

Nonostante il peso degli anni Villaggio non perde il vizio di lanciare bombe al vetriolo nei confronti di tutto e tutti. Se la prende con Renzi (“è inutile dire che la crisi sta finendo”) e stuzzica il papa (“secondo me ha paura della morte perché sa che non esiste l’Aldilà”). Sui motivi per cui gli italiani continuano ad amare questo personaggio l’attore è molto poco diplomatico: “Il Paese è povero e quindi i cittadini si immedesimano in Fantozzi. Se in passato questo ragioniere sfigato incuteva nello spettatore la paura di essere come lui, oggi questa paura si è trasformata in certezza e quindi la sua figura diventa persino consolante, perché ci sentiamo meno soli. Oggi siamo tutti dei Fantozzi”.

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