#RomaFF11 – A lezione di cinema con Matteo Garrone

Il regista di Gomorra e Il racconto dei racconti è stato oggi protagonista di una lezione di cinema di fronte ai ragazzi della giuria della sezione Alice nella Città della Festa del Cinema di Roma

Il regista Matteo Garrone è stato protagonista ieri della prima lezione di cinema dedicata ai giovani giurati della sezione Alice nella Città della Festa del Cinema di Roma. Questa iniziativa rientra nel progetto del Ministero dell’Istruzione Un’ora di cinema a scuola per creare una piattaforma web che raccolga gli interventi di varie personalità dello spettacolo rivolte agli studenti degli istituti comprensivi. Il regista di Gomorra è stato il primo a prestarsi a questo progetto ancora in fase di realizzazione ed ha deciso di farlo ripercorrendo gli step che lo hanno portato ad essere uno dei registi italiani più apprezzati al mondo. “Credo che il cinema possa essere di grande aiuto come ponte per capire le altri arti più difficili, come la letteratura e la musica. Io ho iniziato a leggere tardi e mi sono avvicinato ai grandi autori grazie ai film, per esempio quelli di Bergman” ha esordito il regista per giustificare l’importanza di inserire nella didattica italiana lezioni di cinema.

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Dall’inizio come pittore, alla carriera mancata come tennista, il regista ha poi spiegato quanto la formazione da autodidatta è stata fondamentale per mettere insieme le esperienze essenziali per poter dirigere un set. Il modus operandi che consiglia è quello di lavorare partendo sempre dalla sceneggiatura ma non scordando mai che girare un film è come fare un viaggio che può essere pieno di imprevisti, così come la vita: “Bisogna essere pronti sempre a cambiare, basta che non si cambi l’anima di quello a cui si sta lavorando.”. E Garrone ha dovuto fare diverse deviazioni sulla sua strada da quando ha iniziato con i primi cortometraggi, che si sono poi evoluti nei successi di Gomorra e Reality, fino ad arrivare al progetto che gli ha richiesto più impegno, quello di Il Racconto dei Raccontimatteo-garrone-il-racconto

Io scrivo i film dopo una prima osservazione della realtà per poi riuscire a trasfigurarla in una visione onirica e fantastica. Con Il Racconto dei Racconti ho proceduto in maniera opposta: sono partito da una storia di fantasia e ho cercato di renderla reale” ha raccontato Garrone che non ha mai smesso di sottolineare quanto è stato traumatico l’abbandono di un ambiente di produzione indipendente per approcciarsi ai grandi budget internazionali. Questo non gli ha impedito di poter controllare in prima persona tutto il lavoro, anzi è stato uno stimolo per incrementare maggiormente la dettagliata parte artigianale come hanno sottolineato le numerose clip del backstage che il regista ha fatto vedere agli studenti per far comprendere meglio quanto impegno sia necessario affinché tutto risulti organico.

Nello spazio dedicato alle domande c’è chi ha mostrato curiosità sulla scelta di Garrone di girare l’ultimo film in inglese ed involontariamente il regista nel rispondere si sbilancia anche sul suo prossimo progetto: “Ho scelto attori inglesi perché pensavo che mi potessero aiutare nella vendita del film. Pensavo di ricavarne maggiori vantaggi produttivi ma non è stato così ed in un certo senso me ne sono pentito. Per questo il mio prossimo film, Pinocchio, sarà interamente girato con attori italiani.”.