#RomaFF11 – The Secret Scripture. Incontro con Jim Sheridan

E’ stato presentato oggi all’undicesima edizione della Festa del Cinema di Roma The Secret Scripture, il nuovo atteso film di Jim Sheridan con Rooney Mara, Vanessa Redgrave e Eric Bana. Il regista irlandese ha adattato il romanzo scritto da Sebastian Barry edito in Italia con il titolo Il Segreto anche se, come ammesso in conferenza stampa da Sheridan, ci sono stati notevoli cambiamenti dalla fonte iniziale: “Il libro è composto solamente dai pensieri della protagonista. E’ stato molto complicato renderli in immagini inoltre ho dovuto comprimere tutto il suo passato, che nel romanzo si estende per circa 100 anni, in un periodo molto limitato. Non c’era una sola storia da raccontare quindi, sebbene alcune cose sono analoghe, ho fatto dei tagli che ho precedentemente discusso anche con l’autore.”.

Il film tratta la storia di una donna anziana rinchiusa per 40 anni all’interno di un ospedale psichiatrico perché accusata di aver ucciso il figlio. Uno psicologo tenta di ricostruire la storia della paziente che nasconde numerosi segreti. “Credo che la cosa che mi abbia attirato di questa vicenda è il legame tra la madre ed il figlio che potrebbe essere morto” ha detto Sheridan “E’ anche una questione di legame personale in quanto io ho perso un fratello e mia nonna è morta durante il parto.”. Non è la prima volta che il regista ha raccontato una storia di una famiglia dilaniata e questo è stato giustificato da lui stesso come un tentativo di ricomporre il suo nucleo familiare che da piccolo non ha mai sentito molto vicino a causa del lavoro da albergatori dei genitori. the-secret-scripture

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Non è solo il soggetto familiare il tema ricorrente nei film di Sheridan ma anche quello legato all’Irlanda, la sua patria di cui in questo ultimo lavoro ha voluto approfondire l’aspetto religioso: “Tutti abbiamo visto Philomena (Stephen Frears) e sappiamo che in Irlanda la chiesa è molto opprimente. Ho pensato di rendere ancora più radicale la cosa inserendo nel mio film il personaggio del prete innamorato della protagonista. Un amore frustrato può in qualche modo giustificare la negatività delle sue azioni e questo diventa ancora più credibile se il prete in questione è un giovane bello e virile. Credo che sia un modo anche di comprendere le azioni cattive che alcune volte si compiono.”.

Le ultime battute dell’incontro, però, non potevano che essere riservate alle due protagoniste femminili che, pur non essendo presenti, sono state omaggiate dal loro regista: “Sono molto diverse. Vanessa è una forza della natura con una grande volontà. Può fare quello che vuole e c’è sempre il rischio che oscuri gli altri attori. Rooney invece è molto calma per questo tende a mettere in soggezione le persone con cui lavora. Non è stato facile farle amalgamarle.”.

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