#RomaFF13 – Ben Is Back, di Peter Hedges

Conflitti di famiglia. L’amore e l’ossessione di una madre per il figlio si tramuta serrato confronto verbale tra Julia Roberts e Lucas Hedges. Seguendo le traiettorie di scrittura collaudate di Peter Hedges, che guarda ancora con attenzione alle problematiche dell’universo adolescenziale dopo i protagonisti di Buon compleanno Mr. Grape ed About a Boy, di cui è stato sceneggiatore.

Ben esce dalla comunità di recupero in cui sta cercando di disintossicarsi e torna a casa per passare le feste di Natale assieme alla famiglia. Il suo arrivo però non era previsto. La madre Holly lo accoglie a braccia aperte mentre la sorella Ivy è tesa perché non è convinta che Ben sia cambiato. Durante la giornata però la donna capisce che qualcosa non va e cercherà di proteggere il figlio standole continuamente addosso. Ma poi la situazione sfugge di mano.

La famiglia è ancora al centro del cinema di Peter Hedges. Che rispetto a L’amore secondo Dan e L’incredibile vita di Timothy Green stavolta vira deciso verso il dramma. E in Ben Is Back si affida essenzialmente ai due protagonisti, con Julia Roberts e Lucas Hedges così in parte e intensi che si mangiano tutta la scena. Hedges si compiace a guardare le performance dei suoi due attori. La loro intesa sugli sguardi, la credibilità nei dialoghi scritti con precisione. Capaci anche di alimentare la tensione improvvisa come nella scena in cui Holly vuole entrare dentro il camerino del negozio in cui il figlio si sta provando il vestito. Ma è un cinema al tempo stesso che non esce fuori dai suoi binari, che resta estraneo all’ambientazione di una provincia innevata dove i danni che Ben ha fatto come spacciatore sono soltanto le tappe progressive di una sceneggiatura dove i personaggi hanno il loro spazio prestabilito. In questa maniera restano sacrificate figure potenzialmente più dinamiche come Ivy, interpretata da Kathryn Newton che incrocia Lucas Hedges per la terza volta dopo Lady Bird e Tre manifesti a Ebbing. Missouri. La loro intesa si vede anche nella scena in cui la ragazza canta in chiesa e Ben si commuove.

Inoltre Hedges sorvola su tutte le potenzialità thriller evidenti già in quello sguardo dall’ascensore nel centro commerciale, nella scomparsa del cane e soprattutto nella notte della vigilia di Natale in cui madre e figlio si trovano davanti a una drammatica resa dei conti. Anzi, il suo sguardo ha quasi paura di smarrirsi in quelle zone impreviste dove i suoi impeccabili protagonisti escono fuori dai canoni di un ‘dramma da camera’ già perfettamente costruito.