#RomaFF13 – Faccio Quello Che Voglio. Incontro con Fabio Rovazzi

A Roma per presentare la versione estesa di Faccio Quello Che Voglio, Fabio Rovazzi confessa le sue velleità da regista. È molto felice che il suo videclip venga proiettato sul grande schermo proprio perché nel farlo ha puntato moltissimo sulla qualità dell’immagine. Quando gli viene chiesto se ha già qualche progetto cinematografico nel cassetto, il giovane cantante milanese, che  non definisce se stesso come cantante, risponde che ci sta lavorando ma che preferisce non dire niente: “Voglio fare le cose a modo, spero davvero che venga bene. Dopo il film con Nunziante (N.d.A Il vegetale) mi è venuta voglia di fare il regista. Il mio rapporto col cinema è di amore totale. Quando riesco mi vedo una media di uno o due film al giorno, e non sempre belli. Mi vedo anche quelli brutti perché servono per capire cosa non devi fare. Diciamo che li guardo proprio con occhi da apprendista. Mi interessa molto entrare nel mondo del cinema. Secondo me questo è un periodo estremamente carente a livello di idee originali, pensiamo solo ai tanti remake che vengono prodotti. Io quando entro in sala voglio la spettacolarizzazione, voglio sentirmi in qualcosa che abitualmente non vivo. 
Ammetto che con Faccio Quello Che Voglio mi sono spinto oltre alla durata normale, c’è un intro che è più lungo del pezzo, proprio perché volevo testarmi dal punto di vista registico. Penso al mio film con me al centro che non faccio nulla, subisco le situazioni.

Il timore per l’accoglienza del videoclip era alto, proprio per via della sua lunghezza. Ibrido fra corto e video musicale, Faccio Quello Che Voglio, come il suo creatore, non ha una precisa collocazione o identità. Ma poco dopo l’uscita le visualizzazioni sono salite in fretta fino ad arrivare  a 32 milioni. “Sono contento, pensavo davvero che sarebbe andato male. È stata una scommessa. Io non guardo molto i  numeri però riconosco che sono un segno di ciò che pensa la gente, quindi sono stato molto felice.”
L’hit estiva di Rovazzi si presenta principalmente come un action movie: “Mi sono ispirato a 007 ovviamente, mentre la panda che vola è un riferimento ad una scena del primo Fast And Furious in cui una macchina atterra sullo yacht. Mi sono ispirato moltissimo anche a Take One, il docufilm sugli Swedish House Mafia. Ovviamente c’è anche un lato comedy, alla Johnny English per intenderci. Con i morphing effects ho pensato a X Men, usando ovviamente degli effetti un po’ più chip…Io ho molti registi preferiti, non so mai fare una lista. Ultimamente mi piace molto Denis Villeneuve, sono un amante di Nolan e della sua unione con Hans Zimmer, ma anche delle saghe, il mondo Marvel, Star Wars. Ultimamente ho doppiato uno Sturmtruppen in Ralph Spacca Internet, e non escludo che ne doppierò altri nei prossimi Star Wars… Doppiare è stato molto interessante, perché è recitare ma facendo un’altra voce. Sono stato aiutato tantissimo e mi sono molto divertito.”

In Faccio Quello Che Voglio, oltre alle evidenti atmosfere da action movie, c’è un altro tema portante: la paura della perdita delle idee o comunque il timore di non riuscire a rinnovarsi: “Io vivo questa paura ciclicamente ogni tot anni. Entro in una sorta di buio, in cui non mi vengono idee. Da questo punto di vista è importante crearsi una propria identità, un tuo genere unico, in modo da non giocare una partita con altri giocatori ma di giocare la tua e basta.
E la paura delle critiche?Quando come me si è nazionalpopolari credo sia normale piacere molto al pubblico e meno alla stampa e alla critica. Non si può pretendere di piacere a tutti. Devo dire inoltre che sono molto soddisfatto della percentuale di critiche negative e positive de Il vegetale. Pensavo davvero che sarebbe andato molto peggio.