#RomaFF13 – In Your Hands, di Ludovic Bernard

In Your Hands, film scritto e diretto da Ludovic Bernard, mette a confronto due realtà totalmente opposte, che riescono però a ritrovarsi sotto la luce del talento.
Mathieu è un giovane ragazzo che proviene dai sobborghi della periferia parigina, vive di furtarelli commessi con amici e di fronte a sé ha solo un futuro grigio e incerto. La sua dote però riuscirà a tirarlo fuori da questa realtà e portalo nel conservatorio nazionale di musica di Parigi.
Tutto ciò però accade all’improvviso, senza alcuna previsione o desiderio, da parte del ragazzo, di creare la sua chance per riuscire a riemergere. Mathieu, preso e traslato in un mondo benestante sotto lo sguardo della Contessa Kristin Scott-Thomas, fatto di edifici bianchi e bellissimi e di grandi sale da concerto rivestite in rosso, si sente fuori posto e spaesato, reagendo con durezza ai tentativi dei maestri di educarlo musicalmente, ma viene inizialmente costretto dal direttore del Conservatorio che vede in lui un dono unico quanto raro.
Il film parla appunto di un dono, e come tutti i doni così preziosi, difficile da maneggiare, e le mani di Mathieu non sono ancora pronte, o quasi, a prendersene cura. Il percorso che il ragazzo dovrà affrontare è difficile e duro, è il salto di qualità che si compie per trasformare la passione in professione.

In Your Hands racconta una storia semplice, non è una dimensione di fantasia ma proprio come quella di una favola le persone su cui nessuno avrebbe mai contato, poi, sono a sorpresa quelle che riescono a fare ciò per cui, in fondo, sono nate. Con queste caratteristiche rientra pienamente all’interno di una favola moderna in cui c’è chi protegge il protagonista e chi invece si sente minacciato dalla sua presenza, c’è la famiglia ricca e la bella ragazza che lo aspetta nella sua nuova e ancora inesplorata vita.
Oltre ad essere la realizzazione di un sogno, l’opera di Bernard è anche un grande tributo alla musica, e in particolar modo alla musica classica. I personaggi presenti sono tutti tenuti in vita da essa e il solo agire nel mondo viene perennemente spronato dalla musica. Esempio lampante è quello di Pierre (interpretato da Lambert Wilson) che mette a rischio la sua intera carriera solo per la fiducia che ha nella musica, in Mathieu e nelle sue mani.
Il regista dichiara di aver partorito questa storia in modo molto semplice, mentre all’interno della stazione in cui lui si trovava ha sentito un ragazzo suonare al pianoforte. Questo, così come il protagonista del suo film, non conosceva i codici della musica classica, ma era comunque capace di interpretare in modo divino un valzer di Chopin. Su quello stesso treno che si accingeva a prendere, Ludovic Bernard ha scritto la storia che oggi viene presentata nella sezione Alice nella città della Festa del Cinema di Roma, e con la stessa semplicità e linearità ce la racconta.