#RomaFF13 – Titixe, di Tania Hernandez Velasco

La tradizione agricola sta svanendo. Dopo la morte di uno degli ultimi contadini della famiglia messicana dei Velasco, la vedova è intenzionata a vendere la proprietà. Ma la figlia e la nipote del defunto vogliono portare avanti l’attività. Titixe è un documentario sulla vita rurale della famiglia Velasco. Un viaggio alla riscoperta della terra e delle tradizioni tramandate dai nostri avi.

“Non so cosa accadrà a questa terra. Non so chi ci lavorerà” dice la donna. In un’epoca in cui sempre più terreni vengono abbandonati, il futuro è più che mai incerto. Occorre riscoprire la terra, allevare il bestiame, sporcarsi i piedi nudi nei campi, seminare, raccogliere. La morte dell’uomo si trasforma così nell’occasione di riscoprire valori ancestrali che sembravano essere andati perduti. L’albero che sovrasta il campo si erge solenne come se fosse il fantasma del caro estinto.

La macchina da presa fissa indugia sul cielo, sulle nuvole, sulla luce del sole nei vari momenti della giornata, sulle condizioni metereologiche, dando alla natura un valore quasi mistico, spirituale, imperscrutabile. Come se nel cielo fosse racchiuso il segreto della vita contadina. Il cielo portatore di buon tempo, che può essere foriero di un buon raccolto e determinare la fortuna dei contadini. Ma anche cielo come portatore di pioggia e tempesta, che può danneggiare irreparabilmente i fagioli per un intera stagione. Il rischio che i campi vengano distrutti dal maltempo è sempre dietro l’angolo.

 

Nella lingua locale “cercare titixe significa racimolare, è come qui chiamiamo ciò che viene dopo il raccolto. Entrare nel campo per cercare ciò che è stato lasciato e che non si può trovare ad occhio nudo”. La regista Tania Hernandez Velasco sembra voler fare proprio questo: invitarci a raccogliere ciò che è rimasto delle generazioni passate e farlo nostro, dono prezioso da custodire gelosamente.