#RomaFF14 − The Irishman. Incontro con Martin Scorsese

Martin Scorsese incontra la stampa al Roma Film Festival per presentare il suo nuovo film The Irishman, con Robert De Niro, Al Pacino e Joe Pesci. Una produzione Netflix, per pochi giorni in sala

Il film più atteso della quattordicesima edizione della Festa del Cinema di Roma è sicuramente The Irishman, ultima fatica di Martin Scorsese, adattamento cinematografico del libro L’irlandese. Ho ucciso Jimmy Hoffa (I Heard You Paint Houses) di Charles Brandt. La storia del sicario di mafia e veterano della seconda guerra mondiale Frank Sheeran viene narrata nella durata di ben 209 minuti. Il protagonista, interpretato da Robert De Niro, è un personaggio realmente vissuto e indagato per l’assassinio del sindacalista corrotto Jimmy Hoffa, avvenuto nel 1975. Nel cast, insieme a diversi attori di origine italoamericana, troviamo i grandi nomi di Al Pacino (Jimmy Hoffa) e Joe Pesci (Russell Bufalino). 

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L’origine del progetto dalla lunga gestazione (ben quattro anni) si deve alla volontà di Scorse di tornare a lavorare con «Bob» dopo Casinò (1995); l’attore di Taxi Driver (1976), Toro Scatenato (1980), Re per una notte (1983) convince subito il regista con la naturalezza e il coinvolgimento interpretativo scaturito dalla lettura del libro. La sceneggiatura viene affidata a Steven Zaillian; Al Pacino (che per la prima volta collabora con Scorsese) si unisce al cast, voluto da De Niro, con il quale si crea un’alchimia perfetta. 

L’opera sembra rievocare i toni e le atmosfere di Quei bravi ragazzi (1990), riproponendo un mondo già frequentato da Scorsese, ma con un nuovo punto di vista, che rappresenta la conclusione di un’epoca: la figura del gangster, non più esaltata o eroicizzata, viene indagata qui l’occhio stanco, quasi rassegnato (ma sereno), dell’uomo che ripercorre la propria esistenza. Emerge la componente del tempo che passa, dell’età, dell’accettazione pacifica della mortalità in quanto parte integrante della vita.

Il regista non nega la nota malinconica che fa da sottofondo all’opera, lasciando intuire anche un proprio coinvolgimento emotivo nelle tematiche affrontate. Sostiene inoltre l’attualità di un lavoro che, seppur ambientato nel passato, ripercorre i conflitti interiori dell’essere umano e riflette su quanto cambi nel tempo il modo di percepire gli eventi storici (basti pensare al personaggio di Hoffa, ormai quasi dimenticato): «Il film rappresenta anche un’osservazione sulla società, sull’impossibilità di comprendere totalmente un’esperienza del passato se non la si è vissuta personalmente».

Fortemente contemporanea e all’avanguardia è anche la tecnologia digitale impiegata per “ringiovanire” gli attori, in un processo molto complesso, definito da Scorsese «quasi mistico», operato interamente in fase di post-produzione. Sin dal 2015, ricreando proprio una scena di Goodfellas come “test”, si è cercato un modo per rendere “l’impossibile possibile”. Un po’ come immaginare un futuro in cui Greta Garbo e Will Smith, riprodotti digitalmente, potranno “recitare insieme”. Un futuro non più così lontano, ormai tangibile, affascinante, ricco di infinite possibilità. Ma un’innovazione del genere comporta un costo e, come confessato dal regista, insistentemente interrogato dai giornalisti, talvolta bisogna «essere un po’ meno rigidi e accettare un compromesso». A causa dell’alto budget richiesto (140 milioni di dollari), solo Netflix ha acconsentito a produrre il film, garantendo ingenti finanziamenti, tempistiche dilatate e totale libertà creativa. «L’unico modo per poter vedere un film è farlo. Oggi un autore non ha più il controllo del mezzo sul quale vengono visti i propri film, proiettati in molteplici contesti differenti».

Incurante delle polemiche, Scorsese torna finalmente nelle sale (l’inizio delle riprese risale all’agosto 2017!); dopo i primi rumors in seguito all’anteprima newyorkese del 27 settembre 2019, e a tre anni di distanza da Silence, dal 4 al 6 novembre in Italia (distribuito dalla Cineteca di Bologna); il film sarà poi disponibile sulla piattaforma online dal 27 novembre, in contemporanea con gli Stati Uniti.

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