#RomaFF16 – Incontro ravvicinato con Luciano Ligabue e Fabrizio Moro

L’incontro ravvicinato con Luciano Ligabue e Fabrizio Moro è l’occasione per raccontare il videoclip Sogni di Rock’n’roll e l’influenza che il cinema ha avuto nelle vite dei due artisti

Luciano Ligabue e Fabrizio Moro sono tra gli artisti di maggiore successo nel panorama musicale italiano degli ultimi decenni. In questo incontro alla Festa del Cinema di Roma, i due ospiti hanno presentato il videoclip, diretto da Fabrizio Moro, Sogni di Rock’n’roll. Per loro questo videoclip è stata l’occasione per riflettere su come far corrispondereil cinema e la musica, in un unico contenuto audiovisivo. I due  artisti si sono soffermati sulla realizzazione, girato durante gli scorsi mesi estivi, raccontando diversi aneddoti e scherzando reciprocamente.

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Ligabue e Moro, divagando su diversi temi ed esperienze di vita, si sono concentrati prevalentemente nel dedicare ampio spazio al loro rapporto con il cinema, partendo dall’infanzia. Moro, più introverso rispetto a Ligabue, dopo una domanda che riguardava un regista con cui gli sarebbe piaciuto lavorare, non ha nascosto la sua ammirazione per Dino Risi indicando Il sorpasso come suo film preferito. L’artista romano parla di come sia stata la madre ad avvicinarlo al cinema, portandolo in sala sin dall’infanzia.

La madre rimane “il consigliere più fidato”. Moro ricorda che lei è stata la prima persona a cui ha mostrato il suo primo lungometraggio da regista di prossima uscita. Il film, intitolato Ghiaccio, è stato girato nel quartiere Quarticciolo durante lo scorso gennaio. Per Moro “fare cinema è diverso da fare musica”. L’esperienza musicale si esaurisce in breve minuti, il cinema no. “Quando scrivi un film racconti una visione che hai dentro e descrivi il tuo punto di vista sulla vita”. 

Ligabue è rimasto sulla stessa linea d’onda di Moro. Anche per lui il cinema ha rappresentato qualcosa di importante, influenzandolo tutt’oggi. Ricorda che “il cinema rimane sempre una passione”. Per l’artista rock, che ha esordito dietro la macchina da presa con Radiofreccia nel 1998 “fare un film vuol dire fare qualcosa che non riesco a non fare”. Con il cinema “bisogna mettere la faccia”, l’obiettivo è “progettare come condividere le tue emozioni”. Ligabue sostiene di fare cinema “quando una storia che voglio raccontare può essere condivisa solo con il cinema e non con la musica”. È qualcosa che ti ossessiona, “Non sospendi mai il pensiero su un film”. L’artista conclude dicendo che “ciò che racconto è solo quello che ho vissuto o che ho visto” 

Alla domanda con quale regista avrebbe avuto il piacere di lavorare, Luciano Ligabue risponde con Carlo Verdone. Mettendo in guardia, tuttavia, sulla professione del cineasta: “fare il regista è una vitaccia, immaginati farlo accanto a una persona che ammiri”. 

Infine i due autori si scambiano parole di reciproca ammirazione. Moro, sulla sua esperienza ultradecennale nel campo dello spettacolo, ricorda che ha incontrato molti artisti emergenti che gli chiedevano un supporto per vendere i biglietti. Una volta che hanno raggiunto la fama, tuttavia, si è ritrovato a dover parlare con i loro assistenti. Al contrario, Ligabue si è guadagnato tutto ciò che ha oggi.

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